Dopo oltre quattro mesi di silenzio stampa il Napoli torna a parlare. Lo fa con la viva voce del suo presidente, Aurelio De Laurentiis, che per primo – al termine del match perso in casa contro l’Atalanta il 21 febbraio – aveva ordinato a tutti i suoi tesserati di non rilasciare dichiarazioni.

In una conferenza convocata a Roma il patron azzurro ha risposto alle domande dei cronisti: tanti i temi da trattare, dall’annuncio del cambio in panchina, con Luciano Spalletti che ha sostituito Gennaro Gattuso, ai progetti futuri della società, con uno sguardo su quanto successo lo scorso 23 maggio, quando il suo Napoli, pareggiando con il Verona, ha di fatto regalato la qualificazione in Champions alla Juventus.

“È stata una gran delusione”, dice. “Sono andato negli spogliatoi all’intervallo e quel gol segnato poi mi ha quasi rilassato. Non mi ha fatto piacere il pareggio. Il campionato è stato complesso, nervoso nel finale, già durante l’anno avremmo meritato qualcosa in più”. Poi le considerazioni del patron azzurro sulla crisi dovuta alla pandemia: “Il Covid ci ha colti impreparati già lo scorso anno, non abbiamo potuto programmare la stagione appena chiusa. Ognuno ha pensato a sé”, e la richiesta a Draghi: “Perché non interessarsi al calcio e spostare il nuovo inizio a quando avremo una serenità vaccinale allargata così potremo avere tifosi allo stadio?”. A causa del covid il calcio italiano ha perso 1 miliardo e mezzo, “ma il Governo italiano non ci ha aiutato”, dice De Laurentiis.

Sulla Superlega si è dichiarato contrario, e ha rivelato di non essere mai stato contattato dal presidente del Real Madrid Florentino Perez per entrare a farne parte. “Un super torneo a 12 squadre non risolve i problemi del calcio. Da anni chiedo la creazione di una competizione europea più equilibrata, con i cinque campionati europei più importanti che meriterebbero un torneo a parte, con possibilità di partecipare per tutte le squadre di quei campionati. E poi gli altri campionati faranno un altro torneo”.

“Spalletti – ha proseguito De Laurentiis parlando del nuovo allenatore – ha sempre avuto la mia stima, prima che tornasse alla Roma dallo Zenit mi venne a trovare a Roma e noi virammo su un altro allenatore. Lo trovo giusto per il Napoli: sa allenare molto bene, quando lo abbiamo affrontato non è mai stato facile e ha gestito anche situazioni complicate alla Roma e all’Inter. Se l’è cavata molto bene”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.