“Rischiamo di fare entrare la regione in zona rossa e di chiudere tutto”. È l’allarme che lancia il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nella consueta diretta del venerdì sui suoi canali social. L’ex sindaco-sceriffo di Salerno infatti ha sottolineato che attualmente “c’è un livello abbastanza elevato di positivi e un rilassamento grave” e che se i comportamenti non saranno “di estremo rigore”, ci vorrà poco a passare “dalla zona gialla a quella rossa”, il tutto “accentuato dall’apertura delle scuole secondarie”.

In particolare De Luca ha fatto riferimento al caso dei contagi nel comune di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, dove si sono registrati 260 contagi, cioè 600 positivi ogni 100mila abitanti, parlando in generale di “picchi estremamente preoccupanti” in Campania.

Un capitolo delicato della diretta è stato dedicato anche alla questione della vaccinazione del personale sanitario e della popolazione. Con questa disponibilità di vaccini, contando i ritardi nelle consegne delle dosi di Pfizer e Moderna, “se tutto va bene completiamo le vaccinazioni nel 2022”, ha tuonato De Luca.

“La carenza di vaccini – ha detto il governatore – è un problema drammatico. Il nostro obiettivo era di completare la campagna vaccinale entro il 2021 con un obiettivo intermedio: completare per luglio la vaccinazione di tutti i cittadini di Napoli. Per raggiungere questi due obiettivi avremmo bisogno di fare 50mila vaccinazioni al giorno, ma in Campania 50mila vaccini arrivano in una settimana. Per la copertura vaccinale se ne parla per il 2022”.

Il presidente campano quindi non ha mancato di tirare in ballo il governo uscente, quello del dimissionario Giuseppe Conte: “Qualche esponente del disciolto governo – ha aggiunto De Luca – dice che entro quest’estate o quest’autunno avremo l’immunità di gregge. Ma possiamo evitare di dire queste stupidaggini?”.

Sempre a proposito della gestione governativa dell’emergenza Covid, De Luca si è scagliato ancora una volta contro l’esecutivo, ribadendo come “in questo momento il ministero della Salute è stato cancellato – dice – in Italia non c’è più. C’è il commissario all’emergenza, un’altra bizzarria tutta italiana. Siamo nelle mani di tecnici, di burocrati, che qualche volta perdono la testa, vengono presi da deliri di onnipotenza e non capiscono quali sono i limiti della propria azione e della propria natura”. Per il presidente della Giunta campana, “il tecnico deve fare il tecnico”, ma “le decisioni politiche e l’interlocuzione politica vengono fatte fra quelli che vengono eletti dai cittadini, non da chi ha funzioni tecniche”

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia