“Se la situazione è così grave che c’è bisogno dei medici dell’Esercito, certamente concordo, ma se l’Esercito si usa per controllare la gente che cammina per strada, mi sembra una misura del tutto inappropriata“. Tira dritto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, in un intervento questa mattina a Radio 24, parlando dell’ipotesi di inviare l’Esercito in Campania ha sottolineato che “se è per la gestione della parte sanitaria, vuol dire però che qualcosa non va, a livello politico, nell’organizzazione della sanità campana”, un atto di accusa al governatore Vincenzo De Luca.

De Magistris ha quindi confermato che nel primo pomeriggio sarà pubblicato un provvedimento anti assembramenti che il primo cittadino nei giorni scorsi aveva definito “iniziativa clamorosa”. Il sindaco partenopeo ha fatto sapere che in giornata si recherà dal prefetto di Napoli, Marco Valentini, per rappresentarglielo. Nel provvedimento, ha spiegato, “metterò in campo azioni per cercare di contenere l’assembramento ma per dimostrare al Governo nazionale e al governo regionale che, dopo 20 giorni di mie sollecitazioni, ancora non ci dicono se la realtà è uguale ai dati”.

Quanto alle misure che prenderà il Comune, de Magistris non si è sbottonato perché “sono abituato a commentare i provvedimenti dopo”, ma “sicuramente” il sindaco non chiuderà “singole strade e non chiudo tutta la città. Faremo un lavoro tutti quanti insieme per intervenire dove si formano gli assembramenti, lo faranno le persone che collaborano da sempre: forze di polizia, prefetto, sindaco e cittadini, perché il cittadino non è colpevole di tutta questa storia”.

Ieri la riunione di coordinamento interforze in Prefettura, presieduta dal prefetto Marco Valentini, alla presenza dei vertici delle Forze dell’Ordine, aveva deciso però per l’accesso limitato e controlli intensificati in quattro zone considerate rosse a Napoli. Le aree in questione che saranno presidiate dalle forze dell’ordine sono il lungomare (via Partenope), piazza del Plebiscitopiazza San Domenico Maggiore e Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, queste ultime presenti nel centro storico della città.

L’ex magistrato a Radio 24 è intervenuto anche sulla questione zona rossa e sull’ipotesi che non venga dichiarata a Napoli e in Campania per paure di rivolte. “Le interpretazioni possono essere tante e una è questa – ha spiegato il sindaco – La zona rossa la annunciò il presidente della Regione Campania in modo roboante una quindicina di giorni fa e, pochi minuti dopo, siccome fu una notizia che suscitò scalpore perché non era accompagnata da informazioni adeguate di ristoro, creò quello sconcerto. E’ una lettura, ma è una lettura un po’ sconcertante, perché a Napoli la maggior parte delle manifestazioni sono pacifiche. Se la situazione sanitaria è drammatica basta spiegare che bisogna fare più restrizioni, contestualmente prevedi i ristori e si va avanti”.