Ancora un minore arrestato, ancora emergenza giovanile. Quasi con cadenza giornaliera la cronaca nera della città si riempie di notizie di adolescenti che finiscono nei guai con la giustizia per reati predatori, scippi, furti, rapine. La questione minorile resta una delle priorità della città. Già li immaginiamo i commenti dei giustizialisti di turno: buttate la chiave, spediteli in cella, abbassate l’età imputabile, e via di seguito con l’auspicio di pene sempre più severe e inflessibili come se servissero a risolvere in un sol colpo la questione sicurezza in città e la questione giovanile. Torniamo alla cronaca.

Al Vomero un diciassettenne è stato accusato di aver compiuto tre rapine violente in pochi giorni. I carabinieri gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare con cui si dispone il collocamento in comunità. Secondo le indagini, avrebbe agito tra il 4 e il 6 luglio, armato di coltello, prendendo di mira ragazzi giovanissimi come lui e costringendoli a consegnare soldi e telefoni cellulari. Poi la fuga in scooter. Tra le sue vittime, secondo le indagini, anche una coppia di fidanzati minacciati con l’arma e costretti a consegnare tutto quello che di valore avevano con sé, un colpo compiuto insieme a complici maggiorenni. La cronaca cruda è questa e descrive sequenze che in città si ripetono con sempre maggiore frequenza, segnale evidente che il problema si fa sempre grave, che il metodo della repressione non può bastare ad arginare il fenomeno, che ci sono vuoti da colmare che nel frattempo stanno diventando voragini.

Pensiamo alla povertà educativa, allo stato delle scuole campane, alle condizioni di vita nelle periferie, agli investimenti nella formazione dei giovani, alla cura dell’urbanistica e dei trasporti, ai servizi che (non) ci sono in tutti i quartieri della città, alle opportunità che mancano per chi ha la sfortuna di non nascere in una famiglia agiata o di non avere un lavoro stabile, alla carenza di assistenti sociali, alla mancanza di sufficienti servizi di supporto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà, alla dispersione scolastica, alla diffusione di armi soprattutto tra i giovanissimi. Necessario, quindi, ora più che mai andare oltre la cronaca, dentro i reali problemi della città e della sua popolazione più giovane ed emarginata.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).