Mario Oliverio scende in campo per le elezioni regionali in Calabria. Dopo la gogna mediatica relativa alla persecuzione giudiziaria ad opera della Procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri (terminata con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dalle accuse di corruzione e abuso di ufficio), l’ex presidente della Regione, in quota Pd, conferma la sua candidatura in vista delle elezioni in programma il prossimo 3 e 4 ottobre.

L’annuncio, in una nota, arriva dal Coordinamento Comitati Oliverio Presidente. I comitati, al termine di una riunione tenutasi a Reggio Calabria, è scritto, “hanno chiesto a Mario Oliverio di formalizzare la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione nella prossima competizione regionale. A tale richiesta Mario Oliverio ha sciolto positivamente la riserva annunciando che nelle prossime ore terrà una conferenza stampa”. “Anche in Calabria e in politica – è scritto nel comunicato del Coordinamento Comitati Oliverio Presidente – non tutto ha un prezzo. La nostra è, innanzitutto, una battaglia di dignità e di libertà al servizio degli interessi puliti del popolo calabrese. Per quanto ci riguarda su di noi e sulle nostre scelte di stare in campo in maniera autonoma, nella prossima competizione elettorale regionale decideranno esclusivamente gli elettori. A loro è a nessun altro affidiamo il nostro destino politico e la scelta di porci come forza radicalmente alternativa a tutti gli schieramenti in campo. Su questa base i partecipanti alla riunione, che si è tenuta a Reggio Calabria, hanno chiesto a Mario Oliverio di formalizzare la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza della Regione nella prossima competizione regionale”.

Oliverio, eletto nel 2014, dopo cinque anni di presidenza non era stato ricandidato dal centrosinistra che gli aveva preferito l’imprenditore Pippo Callipo dopo lo ‘scandalo’ giudiziario che ha coinvolto l’esponente del Partito democratico nell’inchiesta ‘Lande desolate‘ per presunte irregolarità negli appalti di alcuni lavori a Cosenza, Lorica e Scalea.

Lo scorso gennaio 2021 la sentenza emessa dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro al termine del processo con rito abbreviato ha invece assolto Oliverio con la formula della insussistenza del fatto. La Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, aveva chiesto una condanna a 4 anni ed 8 mesi di carcere. Oliverio venne raggiunto mentre era in carica da un provvedimento di obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore (Cosenza), poi annullato dalla Cassazione.

Adesso sfiderà il candidato di centrodestra Roberto Occhiuto, quella di Pd e M5S Amalia Bruni e Luigi de Magistris, candidato indipendente e, ancora per poco, sindaco di Napoli. Proprio il suo partito, il Pd, lo ha subito scaricato dopo l’inchiesta guidata da Gratteri. “Io non sento e non vedo Oddati e altri dirigenti nazionali del Pd dal dicembre 2019, nemmeno in questa circostanza li ho visti attraverso una telefonata o un messaggio. Sono scomparsi” aveva dichiarato dopo l’assoluzione.

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.