Con dieci ‘morti bianche’ in 48 ore Mario Draghi decide di aprire la conferenza stampa sulla Nadef, la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, trattando il tema della sicurezza del lavoro.

Il premier infatti ha aperto la conferenza esprimendo “il più cordoglio del governo, mio, per i morti sul lavoro che ieri e oggi hanno funestato la scena e l’ambiente psicologico ed economico del Paese. La più sentita vicinanza ai familiari e ai loro cari”.

Per questo il presidente del Consiglio ha promesso “provvedimenti immediati, entro la settimana prossima” sul tema, in cui verranno affrontati “i nodi irrisolti”. Misure che conterranno “pene più severe e immediate, collaborazione all’interno dell’azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza lavoro”.

LA NADEF E LA CRESCITA ECONOMICA – Quanto alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, Draghi ha spiegato che il quadro economico italiano “è di gran lunga migliore di quello che noi stessi pensavamo potesse essere cinque mesi fa”.

Nella Nadef si legge infatti che nel 2021 il Pil si attesterà a +6% e nel 2022 segnerà un +4,7% programmatico. Gli interventi in programma per il rossimo anno spingeranno la crescita di mezzo punto percentuale: si parte infatti da +4,2% tendenziale, mentre nello scenario programmatico la crescita del Pil sarà poi del 2,8 per cento nel 2023 e 1,9 per cento nel 2024.

I dati che danno il debito pubblico in lieve discesa, al 154%, per Draghi sono la conferma che “dal problema dell’alto debito pubblico si esce prima di tutto con la crescita” ed è per questo che “la sfida più importante” per il sistema Italia è “rendere la crescita equa e sostenibile, duratura, strutturale, a tassi di crescita piu’ alti di quelli precedenti la pandemia che erano veramente molto bassi ed erano alla base della crisi continua dell’economia”.

Per questo la legge di bilancio che il governo presenterà tra poche settimane resterà “fondamentalmente espansiva”, ha chiarito in conferenza il presidente del Consiglio.

Una ripresa trainata anche dalla fiducia nel Paese “fra gli italiani e nel resto del mondo”, aggiunge ancora Draghi. A tal proposito il premier ha sottolineato che si prevede per gli investimenti un aumento di circa il 15% quest’anno e di oltre il 6% il prossimo, dopo il calo del 9,2% nel 2020. “Un rimbalzo – ha detto Draghi – che recupera tutto ciò che è stato perso lo scorso anno e anche più”.

Alla base della ripresa, ha chiarito il premier, c’è “la vaccinazione”. Facendo l’esempio del ritorno a scuola, “un passaggio difficile ma tutto sommato risolto con successo”, il premier ha sottolineato che la vaccinazione è stato “un ingrediente fondamentale per la crescita, da proteggere in tutti i modi: dobbiamo fare di tutto e se ci fosse una recrudescenza la affronteremo senza ospedalizzazioni diffuse e pressione” sulle strutture ospedaliere.

LA QUESTIONE TASSE – Nel corso della conferenza Draghi ha toccato anche altri temi caldi come le tasse, in particolare quelle sulla casa. Il presidente del Consiglio ha chiarito ancora una volta che con la riforma del catasto che il governo avvierà con la delega fiscale “tutti pagheranno la stessa cosa quanto prima, nessuno pagherà di più, nessuno di meno”.

L’esecutivo, ha tentato di rassicurare l’ex numero uno della Bce, “non si prepara a tassare la prima casa, anzi c’è un’esclusione esplicita su questo punto” nella delega fiscale

E a proposito di delega fiscale, questa sarà presentata in Consiglio dei ministri la prossima settimana. Un rinvio “non dovuto ai partiti politi”, ha spiegato Draghi, ma ai olteplici impegni del governo in queste ultime settimane.

Quanto al fronte della previdenza, dove in particolare Salvini pressa per mantenere Quota 100 anche nel 2022, per Draghi si tratta di un discorso “che affronteremo durante la legge di bilancio, oggi è prematuro come vari altri provvedimenti che vanno esaminati e corretti …ne parleremo nelle prossime conferenze stampa”

QUIRINALE E IL FUTURO DEL GOVERNO – Chiamato nuovamente a rispondere sulle ipotesi di un suo ‘trasloco’ al Quirinale il prossimo anno al posto di Sergio Mattarella, come auspicato da più parti, non ultimo il ministro leghista Giorgetti, Draghi stizzito ha ricordato ai giornalisti ch “almeno na volta ogni ora circa, a guardare i giornali, mi fate questa domanda, me la fate sempre”.

La risposta di Draghi è, infatti, sempre la stessa: “E’ abbastanza offensivo nei confronti del presidente della Repubblica in carica cominciare a pensare in questo modo. Secondo: non sono la persona giusta a fare questa domanda, le persone giuste sono in Parlamento, è il Parlamento a decidere della vita e dell’efficacia di questo governo”, ha chiarito il premier.

E a proposito di piani futuri, Draghi ha voluto ricordare citare nuovamente il Parlamento perché sono deputati e senatore “a decidere ella vita e dell’efficacia di questo governo. Se perdesse la sua efficacia perderebbe la sua ragione di esistere. Questa è una convinzione di tutti i ministri”.

Il governo insomma “si si consuma quando lavora solo per restare. Non è un’ipotesi di questo governo che è nato per rispondere a problemi specifici di un periodo e sta facendo il suo lavoro. Il resto non conta niente”, ha provato a mettere il punto Draghi.

Redazione