“Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito: devono proteggere se stessi e le proprie famiglie”. Nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto su Green Pass ‘esteso’, sui nuovi parametri per la divisione in fasce di rischio delle Regioni e la proroga dello stato di emergenza, il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa torna a chiedere ai cittadini italiani di vaccinarsi contro il Coronavirus.

Al contrario l’appello a non vaccinarsi secondo Draghi, rispondendo tra le righe al leader della Lega Matteo Salvini, è “un appello a morire oppure a far morire: non ti vaccini, contagi, muori, o fai contagiare e fai morire. E poi è un appello a non riaprire”.

Draghi d’altra parte ha voluto rimarcare che, nonostante l’evidente ripresa dei contagi, la situazione in Italia “è in forte miglioramento”, grazie alla campagna vaccinale, che “ha permesso all’economia di riprendersi”.  A parlare sono i numeri: “Circa due terzi degli italiani con più di 12 anni ha ricevuto una dose, più della metà degli italiani ha concluso il ciclo vaccinale. L’obiettivo che si era dato il generale Figliuolo per metà luglio”, ovvero le 60 milioni di dosi inoculate, “è stato superato”.

Vaccinazione che, anche secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, presente accanto al premier, è “la strada principale se vogliamo metterci alle spalle la stagione più difficile che abbiamo affrontato” ed “evitare nuove chiusure generalizzate”.

Quanto al Green Pass, il cui utilizzo è stato largamente esteso dal Governo a partire dal prossimo 6 agosto, Draghi ha sottolineato che “non è un arbitrio, ma una condizione per tenere aperte le attività economiche” visto che il Paese deve fare i conti “con la variante Delta”, pertanto il certificato è una misura che “dà serenità”.

In conferenza quindi un passaggio anche sul tema della giustizia. Il governo in sede di Consiglio dei Ministri, richiesta della Guardasigilli Marta Cartabia, ha votato sulla richiesta di autorizzazione al ricorso sulla fiducia sulla riforma del processo penale che andrà in aula al 30 luglio. Il premier ha rimarcato che “nessuno vuole sacche di impunità”, come aveva detto con toni allarmanti il neo leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Quanto alla riforma, il premier ha ricordato che il testo “è stato approvato dal cdm poi faremo di tutto per arrivare ad un testo condiviso. La richiesta di autorizzazione di fiducia è dovuta al fatto di voler porre un punto fermo. C’è tutta la buona volontà ad accogliere emendamenti che siano di carattere tecnico e non stravolgano l’impianto della riforma e siano condivisi”.

Dal nuovo decreto legge Covid  invece sono rimaste fuori tre temi ‘caldi’ come obbligo vaccinale a scuola, Green Pass per i trasporti e lavoro. Temi che “verranno affrontati molto rapidamente, dalla settimana prossima, credo”, ha spiegato Draghi.

IL GREEN PASS – Il certificato verde servirà dal prossimo 6 agosto per accedere ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti. Pass che invece non sarà necessario per consumare al bancone, anche se al chiuso. Dalla stessa data il certificato sarà necessario anche per l’accesso a teatri, cinema, palestre, musei, stadi e concerti, anche se per questi ultimi due sono ancora in via definizione le soglie di riempimento.

Il Green Pass sarà valido per chi abbia avuto almeno una dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal Covid nei sei mesi precedenti.

STATO DI EMERGENZA E ZONE – Quanto allo stato di emergenza per il Covid, il governo ha deciso per la proroga fino al 31 dicembre 2021, anche in questo confermando le ipotesi di cui si era ampiamente discusso nei giorni scorsi.

In CdM si è deciso anche i nuovi parametri per la zona gialla, una rideterminazione chiesta a gran voce dalle Regioni per spostare dai contagi all’occupazione ospedaliera i parametri per determinare il passaggio in fasce più restrittive.

La soglia viene fissata quindi al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni: un compromesso tra la richiesta della Regioni del 20% di terapie intensive e quelle del Comitato tecnico scientifico, che aveva espresso il suo orientamento per una soglia del 5 per cento.

Quanto a zona arancione e zona rossa, queste le soglie decise in Cabina di Regia: terapie intensive al 20% e al 30% per le aree mediche per diventare arancioni, mentre al 30 e al 40% per entrare in zona rossa.

Resta invece di 50 casi per 100mila abitanti l’incidenza per passare dalla zona bianca alla zona gialla, ma appunto diventeranno determinanti anche gli indicatori ospedalieri.

DISCOTECHE CHIUSE – La Lega di Matteo Salvini ha dovuto ‘ingoiare il rospo’ anche su altro tema, quello delle discoteche. Il Governo ha infatti deciso che resteranno chiuse, anche ai possessori di Green Pass: niente da fare dunque per il Carroccio, che aveva fortemente insistito per la riapertura con nuove regole.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia