Non solo il Movimento 5 Stelle, spaccato in una fronda tra governisti alla Di Maio-Crimi e i “duri e puri” guidati dal duo Casaleggio-Di Battista, o il Partito Democratico in preda ad una crisi di nervi tra la segreteria e le donne Dem snobbate nelle nomine ai ministeri. C’è un terzo partito alle prese con una guerra interna tra bande ed è Forza Italia.

Il partito azzurro, ormai da tempo non più fermamente in mano a Silvio Berlusconi ma dilaniato tra più fazioni, con la nascita del governo Draghi ha visto esplodere il dissenso interno. 

I retroscena evidenziano infatti come Antonio Tajani, Anna Maria Bernini e Licia Ronzulli, tre fedelissimi del Cavaliere, lo abbiano di fatto spinto a nomine in extremis all’interno del partito per compensare quelle mancate a ministri. Per Tajani è arrivato l’incarico di coordinatore nazionale di Forza Italia, Bernini sarà la sua vice mentre Ronzulli responsabile dei rapporti con gli alleati

 In particolare il primo puntava al dicastero che Mario Draghi ha confermato invece al grillino Luigi Di Maio, alla luce anche del suo precedente incarico da presiedete del Parlamento europeo.

I tre non hanno mandato giù la nomina a ministro di Renato Brunetta, che nelle scorse settimane aveva “flirtato” con Di Maio e che considerato fin troppo vicino al premier Draghi, ma soprattutto quella di Mara Carfagna. Il neo ministro per il Sud e la coesione territoriale viene considerata a capo di una folta pattuglia di parlamentari pronti alla scissione da Forza Italia e in rotta da tempo con i vertici azzurri.

Intanto, a segnalare ancora una volta come il clima nel partito sia rovente, si sono registrati tre addii di peso. Osvaldo Napoli, Danela Ruffino e Guido Della Frera hanno abbandonato Forza Italia per passare tra le fila di Cambiano, movimento del governatore ligure Giovanni Toti. Napoli, con Berlusconi dal 1994, ha spiegato a Repubblica di non inseguire poltrone, “se fossi veramente in cerca di posti, non sarebbe meglio pensare ad un passaggio nella Lega o in Fratelli d’Italia?”, ma che la scelta è una “questione di linea politica, diversa da quella di Forza Italia, più vicina a quella di Toti. Credo nella formazione di una nuova forza di centro che possa coagulare diverse anime”.

Oggi è anche arrivata una nuova nomina all’interno del partito: Mariastella Gelmini, appena nominata ministra degli Affari regionali ed ex capogruppo azzurro alla Camera durante il Conte-bis, sarà la capo delegazione di Forza Italia al governo.