Una sconfitta pesante per Mario Draghi. Nel secondo giorno di Consiglio europeo il presidente del Consiglio italiano deve incassare il no ad un vertice straordinario di luglio sul price cap per il gas, la proposta avanzata dal premier in asse col presidente francese Emmanuel Macron per fissare un tetto al prezzo all’ingrosso del gas naturale importato dalla Russia come reazione al ‘ricatto’ da parte di Mosca, che sta agendo con un doppio cappio al collo europeo tra prezzi alti e tagli alle forniture.

Mentre è ancora in corso l’Eurosummit a Bruxelles sono fonti Ue a gelare Palazzo Chigi, grande sponsor della misura, spiegando che “allo stato non ci sono piani per tenere un vertice in luglio” sulla questione energetica.

Le stesse fonti evidenziano che la proposta di un summit straordinario il prossimo mese “è stata avanzata da un leader“, cioè Draghi, ma non c’è stato un “seguito” e dunque, al momento, non ci sono le condizioni per prevedere un nuovo incontro. La proposta di un price cap per il gas, spiegano le fonti europee, è stata al momento “menzionata” ma non discussa nel corso del Consiglio europeo tornato a riunirsi stamattina.

Anche se il Consiglio europeo non ha potere normativo diretto, perché non può adottare leggi ad eccezione di eventuali modifiche del trattato Ue, suo è l’indirizzo politico. Il progetto di Draghi, al momento naufragato, era quello di convincer i partner europei della bontà della sua idea su price cap e nuovo eurosummit per discutere di un Recovery plan sull’energia.

Le voci contrarie

A spingere contro la proposta di Draghi è in particolare l’Olanda. Il premier olandese Mark Rutte parlando con i cronisti a margine del Consiglio europeo ha detto di non essere convinto “ma non sono ideologicamente contrario” al price cap, quindi “se qualcuno, Mario Draghi ad esempio, mi porta delle prove” che la “misura può funzionare, possiamo vedere, ma tutte le prove che visto finora mi dicono che non funziona“, ha spiegato il premier.

Nessun margine anche sulla richiesta di un summit straordinario a luglio. “Non penso abbia molto senso ora, ma nessuno sa” cosa può accadere, “non capisco cosa possa ottenere un vertice sull’energia ora”, le parole nette di Rutte.

Sulla stessa linea anche la premier svedese Magdalena Andersson e il collega lettone Krisjanis Karins: entrambi detto che un vertice straordinario in luglio avrebbe senso solo se ci fosse qualcosa da decidere

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.