Ucraina e Moldavia candidati all’ingresso nell’Unione Europea: il via libera formale è arrivato dal Consiglio Europeo sulla base delle raccomandazioni della Commissione Europea. “Oggi è un buon giorno per l’Europa. Congratulazioni al Presidente Volodymyr Zelensky, alla presidente Maia Sandu e al primo ministro Irakli Garibashvili. I vostri Paesi fanno parte della nostra famiglia europea. E la storica decisione odierna dei leader lo conferma“, ha twittato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Dal Consiglio è arrivato anche il via libera alla “prospettiva europea” per la Georgia.

Il via libera è arrivato al 120esimo giorno dall’inizio dell’invasione russa che ha scatenato la guerra in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelesnky si è collegato in diretta con la sala del Consiglio Europeo a Bruxelles. “Elogi sinceri per la decisione dei leader Ue di concedere all’Ucraina lo status di candidato Ue. È un momento unico e storico nelle relazioni tra Ucraina e Unione Europea. Sono riconoscente a Charles Michel e a Ursula von der Leyen per il sostegno. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”, ha scritto in un tweet. Von der Leyen ha parlato in conferenza stampa di “un momento di grande soddisfazione. Non ci può essere migliore segnale di speranza per il popolo ucraino“.

 

“Accordo. L’Unione Europea ha appena deciso di conferire lo status di candidato all’Ue a Ucraina e Moldavia. Un momento storico. La giornata di oggi segna un passo fondamentale nel vostro cammino verso l’Ue. Congratulazioni a Volodymyr Zelensky e Maia Sandu, al popolo ucraino e moldavo. Il nostro futuro è insieme“, ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento Europeo Charles Michel. “L’Unione Europea ha deciso di riconoscere la prospettiva europea della Georgia ed è pronta a concedere lo status di candidato una volta affrontate le priorità in sospeso”.

A Bruxelles per gli incontri tra i capi di Stato Ue, tra oggi e domani, anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi, dopo il via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza dopo le comunicazioni del premier di ieri in aula. Il premier italiano, apprende l’Ansa, ha chiesto al Consiglio europeo di convocare un summit straordinario sull’energia nelle prossime settimane. La proposta, si apprende ancora, sarebbe sostenuta da altri Paesi membri, tra i quali la Francia. Prima dell’inizio del Consiglio europeo il premier italiano ha avuto un incontro con il presidente francese Macron a Bruxelles presso gli uffici della delegazione italiana.

“Ribadirò, insieme al Presidente del Consiglio italiano, l’ormai urgente richiesta di iniziative coraggiose a livello europeo, come l’imposizione di un tetto al prezzo all’ingrosso del gas. Questo è un tema di cui discutiamo da molto tempo, purtroppo finora non c’è stata la mobilità necessaria”. Lo ha detto il premier greco Kyriakos Mitsotakis nel doorstep prima dell’inizio del vertice Ue. “Mi auguro che ora tutti i membri del Consiglio europeo riconoscano la necessità di una risposta europea coordinata”.

L’Ansa ha preso visione dell’ultima versione della bozza di conclusioni del consiglio. All’interno del testo anche il riferimento al price cap nel paragrafo dei temi economici. Al punto 23 l’aggiunta in cui il Consiglio “nel contrasto all’uso come arma del gas da parte della Russia e richiamando le conclusioni del 31 maggio, invita la Commissione a perseguire nei suoi sforzi nell’assicurare le forniture energetiche a prezzi accessibili”. Le conclusioni del vertice di maggio invitavano la Commissione ad esplorare le opzioni per calmierare i prezzi, inclusa quella di un price cap temporaneo. “Già il fatto che si ventili” la possibilità di fare il price cap “fa da deterrente ai mercati che possono pensare di fare i picchi fuori controllo”, ha detto il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.

 

Ribadita nelle conclusioni del Consiglio le ferme condanne all’invasione russa dell’Ucraina. “Il Consiglio europeo condanna risolutamente gli attacchi indiscriminati della Russia contro i civili e le infrastrutture civili ed esorta la Russia a ritirare immediatamente e incondizionatamente tutte le sue truppe e i suoi mezzi militari dall’intero territorio dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti“, si legge nel testo che esorta al rispetto del diritto umanitario internazionale, anche per i prigionieri di guerra. “Gli ucraini, in particolare i bambini, che sono stati trasferiti con la forza in Russia devono poter tornare immediatamente sani e salvi. La Russia, la Bielorussia e tutti i responsabili dei crimini di guerra e degli altri crimini più gravi saranno chiamati a rispondere delle loro azioni, in conformità con il diritto internazionale”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.