Un’azienda unica della mobilità con quattro società chiamate a gestire rispettivamente le infrastrutture, il servizio, il trasporto su gomma e le metropolitane su tutto il territorio della Campania: ecco il progetto al quale si lavora a Palazzo Santa Lucia. Ad anticiparlo al Riformista è Umberto de Gregorio, presidente dell’Eav, la holding del trasporto regionale che in questo piano di riassetto giocherebbe un ruolo da protagonista. Sulla necessità di affidare a un unico soggetto la programmazione degli interventi per la mobilità, d’altra parte, concordano tutti. E l’odissea quotidianamente vissuta da migliaia di pendolari rende ancora più urgente un cambio di rotta.

«Sì, l’obiettivo è creare un’azienda unica del trasporto – spiega de Gregorio – che non dovrà risolversi in una mega-fusione tra Eav, Anm e Ctp, ma nella nascita di un soggetto complesso in grado di avere una visione complessiva del trasporto in Campania e di raggiungere gli obiettivi attraverso un unico piano industriale, senza sprechi di risorse e con la possibilità di coinvolgere player internazionali». La Regione potrebbe diventare socio di maggioranza dell’azienda, con la partecipazione di enti come Comune e Città metropolitana di Napoli. A Palazzo Santa Lucia spetterebbe la gestione delle infrastrutture, cioè reti. Il servizio di trasporto dovrebbe essere affidato alla Regione attraverso l’Eav cui potrebbe unirsi un player internazionale chiamato a investire risorse e competenze: un modello sperimentato con successo al Nord. Le metropolitane potrebbero andare a una società con azionisti come Regione, Comune di Napoli e Ferrovie dello Stato, mentre per il trasporto su gomma si ipotizza una gestione da parte di Palazzo Santa Lucia e Palazzo San Giacomo con la partecipazione della Città metropolitana (ma c’è una gara in corso). Insomma, la strada è lunga e articolata. «Serve un progetto condiviso tra i diversi enti – aggiunge de Gregorio – Bisogna valutare le risorse disponibili e capire, sulla base di questi numeri, che cosa si può offrire agli utenti. Perché, allo stato attuale, nessuna delle aziende di trasporto riesce a garantire un servizio efficiente ed efficace».

Così, dunque, la Regione punta a risolvere il problema del trasporto pubblico locale. I dati di Openpolis, pubblicati ieri dal Riformista, dimostrano che il Comune di Napoli è il quinto in Italia per spesa destinata alla mobilità e che questo esborso è lievitato tra il 2016 e il 2018. Nonostante ciò, il servizio resta pessimo nel capoluogo campano così come in quasi tutte le località da Roma in giù. Il motivo? «Negli ultimi venti anni – racconta de Gregorio – le risorse destinate al trasporto pubblico locale attraverso il Fondo nazionale sono state tagliate del 20%. In queste condizioni, è impossibile assicurare un servizio decoroso». Comuni e Regioni hanno tentato di rimediare al taglio dei trasferimenti investendo risorse più o meno cospicue. Solo le amministrazioni più ricche, a cominciare da quelle del Nord, sono riuscite a compensare la riduzione delle risorse assegnate dallo Stato. Comuni in dissesto o pre-dissesto finanziario, come quello di Napoli, hanno potuto fare ben poco, finendo per alimentare una spesa evidentemente improduttiva.

In questo scenario si è poi inserito il Covid-19. Le misure di distanziamento sociale imposte per arginare la diffusione del coronavirus, infatti, hanno abbattuto gli incassi da biglietteria e, nello stesso tempo, accresciuto i costi di sanificazione dei locali e dei mezzi. Il risultato è che le aziende di trasporto sono ancora più in difficoltà. Lampante il caso dell’Eav, gestito proprio da de Gregorio: gli incassi derivanti dall’acquisto dei biglietti sono diminuiti del 95% nella fase più aspra del lockdown e ora corrispondono a circa la metà di quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, con la conseguenza che l’Ente registra una perdita di ricavi da traffico pari a 27 milioni nel 2020; parallelamente i costi di sanificazione sono lievitati di circa quattro milioni l’anno. Trenord, la società che gestisce il trasporto in Lombardia, perde non decine, ma centinaia di milioni di ricavi da traffico. «Tutto ciò dimostra come il trasporto pubblico locale debba essere supportato dallo Stato – conclude de Gregorio – Questo sostegno, però, non esclude la necessità di una visione strategica della mobilità che garantisca un servizio decoroso e senza sprechi: la Campania ne ha particolarmente bisogno».