In Veneto l’affluenza ha superato il 60% per le elezioni regionali, più alto rispetto al 57,13% calcolato cinque anni fa, secondo i numeri forniti dal ministero dell’Interno. Ma in calo rispetto al 66,42% registrato nel 2010. Quella veneta è la seconda affluenza maggiore fra le sette Regioni al voto, dopo quella della Toscana, ancora non definitiva, intorno al 63%. Un election day totale stabilito dal Governo che con il decreto Elezioni ha optato per un accorpamento delle regionali al primo turno delle amministrative e al referendum sul taglio dei parlamentari. In Veneto le città in cui si vota anche per le comunali sono Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza.

I candidati – In totale sono nove i candidati in campo per queste elezioni regionali in Veneto. Luca Zaia punta al suo terzo mandato. Il ‘Doge’, al governo ininterrottamente dal 2010, si presenta con il sostegno della coalizione di centrodestra. Zaia, 52 anni, è leghista della prima ora e anima della ‘Liga Veneta’. Protagonista della battaglia per l’autonomia, il governatore uscente, nell’ultimo anno, è stato chiamato prima ad affrontare la tempesta Vaia. E poi un’altra grana, ancora più delicata, come il coronavirus. Per mesi, il governatore, senza saltare un appuntamento, si è presentato tutti i giorni in conferenza stampa nella sede della Protezione civile di Marghera, a Venezia, per riferire i dati della pandemia. La battaglia contro il Covid non è finita, ma il Veneto ne è uscito sicuramente meglio di altre regioni. E il ‘Doge’, scongiurato il rischio di perdere la faccia, ha guadagnato consensi. Cinque liste a sostegno di Zaia: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, oltre a Zaia presidente e Veneto autonomia.

Il centrosinistra, intanto, si presenta come un puzzle di cui bisogna ricomporre i pezzi. Tre candidati per i tre partiti principali ora maggioranza di governo, Pd, M5S e Italia viva. Se le premesse sono queste, sarà complicato sbarrare la strada a Zaia. Lorenzoni è in corsa per il Partito democratico e altre quattro liste, Veneto che vogliamo, Europa Verde, +Veneto Volt, Sanca Veneta. Ma la sua campagna elettorale è stata azzoppata dopo la positività al virus, che l’ha costretto per qualche giorno in ospedale. Cinquantaquattro anni, ingegnere e docente all’Università di Padova, dal 2017 allo scorso 14 luglio, quando ha deciso di imbarcarsi nella sfida delle regionali, Lorenzoni è stato vicesindaco di Padova.

Passato leghista, invece, per Enrico Cappelletti, in corsa per il Movimento Cinque Stelle. Il 52enne, consulente per società di servizi green con una laurea in Scienze politiche, non è stato eletto nel 1996 e nel 1998 alle politiche quando si era presentato nelle fila dell’allora Lega Nord, ma è stato poi senatore pentastellato dal 2013 al 2018 e ha ricoperto l’incarico di capo della segreteria tecnico dell’attuale reggente del Movimento dal 2018 per due anni. La più giovane candidata è, invece, Daniela Sbrollini, che rappresenta Italia viva, Psi, Pri e Civica per il Veneto. Ha 48 anni, diplomata al liceo classico e dipendente dell’Anci. Senatrice del partito fondato da Matteo Renzi dal 2018, è in politica dal 2002 ed è stata deputata Pd dal 2008 per due legislature. In corsa per Palazzo Balbi anche l’ex pentastellata Patrizia Bartelle (Veneto ecologia solidarietà), il no-vax Paolo Girotto del Movimento 3V (Vaccino vogliamo verità), Paolo Benvegnù di Rifondazione comunista per Solidarietà ambiente lavoro, Antonio Guadagnini per il Partito dei veneti e Simonetta Rubinato, con la lista Veneto per le autonomie.

Exit poll e proiezioni – Secondo i primi exit pool Opinio per la Rai, il presidente uscente del Veneto Luca Zaia sarebbe tra il 72 e il 76% delle preferenze. Lo sfidante di centrosinistra Arturo Lorenzoni raggiungerebbe il 16-20% delle preferenze, e il candidato del Movimento 5 stelle Enrico Cappelletti riuscirebbe ad entrare in Consiglio regionale per il rotto della cuffia, ottenendo tra il 3% e il 5% dei voti. Il candidato indipendentista Antonio Guadagnini, invece, sarebbe attorno al 2% e non entrerebbe in Consiglio.

Secondo gli intention pool ‘Tecne’-Mediaset’, il presidente uscente del Veneto e ricandidato per la coalizione di centrodestra Luca Zaia avrebbe ottenuto tra il 71,5% e il 75,5% delle preferenze. Il candidato alla presidenza per il centrosinistra Arturo Lorenzoni avrebbe invece tra il 16% e il 20% delle preferenze. Rischierebbe invece di rimanere fuori dal consiglio regionale il Movimento 5 stelle, il cui candidato Enrico Cappelletti è accreditato di una quota di preferenze compresa tra il 2% e il 6%. In base agli instant poll di Quorum/Youtrend per Sky Tg24, ecco i dati-forchetta sui candidati alla presidenza delle elezioni regionali in Veneto: il candidato del centrodestra Luca Zaia è fra il 70-74%, quello del centrosinistra Arturo Lorenzoni è al 16-20%, la candidata di Italia viva Daniela Sbrollini è fra 0-2%.

Secondo le prime proiezioni di Swg per La7 al 5% della copertura, il governatore uscente Luca Zaia è largamente in testa col 73,5%, staccato al 16,7% il Pd Lorenzoni, mentre il grillino Cappelletti è al 4,2%. Dalle prime proiezioni sull’esito delle elezioni regionali in Veneto emerge un “massiccio” ricorso al voto disgiunto, che rallenta l’andamento dello scrutinio, una sorprendente crescita dell’affluenza, e un Consiglio regionale che potrebbe essere formato solo da tre coalizioni. Sono le prima indicazioni fornite da Paolo Feltrin, componente dell’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto. “Se l’andamento continua così – ha detto ai giornalisti – avremo un numero di voti al solo presidente nettamente superiore ai voti dati alla coalizione. Un fatto tecnico che avrà effetti sulla distribuzione dei seggi. Al momento, tranne le prime tre coalizioni (centrodestra, centrosinistra, M5S, ndr) nessuna coalizione supera le soglie di sbarramento. Il prossimo Consiglio rischia di essere meno ‘affollato’ di gruppi consiliari. Se le coalizioni saranno confermate, potrebbero essere assegnati 37/39 seggi al centrodestra, 8/10 al centrosinistra e 2/3 al M5S”, ha concluso.

Con l’avanzare dello scrutinio, nella seconda proiezione, cresce il successo di Zaia arrivato al 74,50% sull’11% dello scrutinio fatto, secondo i dati SWG per La7. Arturo Lorenzoni per il centro-sinistra invece resta fermo al 16,60% e Enrico Cappelletti (M5S) al 3,60%. Ma il dato più impressionante è che la lista “Zaia Presidente” stacca anche la Lega di 25 punti. La lista di Zaia infatti totalizza per il momento il 41,20%, la Lega invece è al 15,80%. Nelle stessa coalizione Fratelli d’Italia è all’8,70%, Forza Italia al 4,40% e Lista Veneta autonomia 2,90%. Per quanto riguarda Lorenzoni i risultati delle varie liste sono: PD 12,10%, Europa Verde 2,40%, Il Veneto che vogliamo 1,60%, +veneto Europa 1,00%, Sanca Autonomia 0,20%.

“Non ci sono problemi da questo punto di vista”, ha detto Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega a chi gli chiede, nel corso di una diretta su la7, se i dati del Veneto non confermino un dualismo tra Salvini e Zaia. “Dove la Lega è meno forte – prosegue parlando del Mezzogiorno – è meno forte tutto il centrodestra. Nel Mezzogiorno va aperta una riflessione all’interno di tutto il centrodestra. Tutti dobbiamo porci delle domande e magari anche un rinnovamento della classe dirigente, il centrodestra deve puntare ad avere un linguaggio nuovo e quindi anche persone nuove, non e’ tanto una questione di competenze ma di immagine e mediatica, l’elettorato forse chiede rinnovamento”.

“Mi auguro che alla fine il risultato sia un po’ migliore di queste prime proiezioni”, ma intanto “complimenti a Luca Zaia che ha costruito un consenso fortissimo, personale”. Lo afferma Arturo Lorenzoni, candidato alla presidenza del Veneto per il centrosinistra, parlando ai microfoni di ‘Antenna 3’ commenta a caldo i primi risultati. “Noi prendiamo atto, inizia un percorso di opposizione che sarà costruttivo perchè abbiamo bisogno di una politica diversa nell’ambito del Consiglio regionale”, prosegue Lorenzoni, al momento ancora in isolamento nella sua abitazione a causa della positività al covid che, sottolinea, ha condizionato in modo importante la sua campagna elettorale. “Abbiamo lavorato in condizioni che credo fossero nuove in assoluto”, e “chi aveva la visibilità mediatica legata al ruolo istituzionale è stato premiato”, conclude Lorenzoni.

Terza proiezione SWG sul 62% dei votanti. Zaia continua il suo trionfo confermandosi al 74,60%, staccando di gran lunga Arturo Lorenzoni fermo al 17,10% e Cappelletti al 3,40%.

Comunali Venezia – A Venezia sono iniziati gli exit poll anche per le comunali. Grande attesa per la città di Venezia dove Luigi Brugnaro, sindaco uscente e candidato per il centrodestra a Venezia, è avanti con il 49,5-53,5% delle preferenze. È quanto emerge dagli exit poll di Opinio Italia per Rai. Pier Paolo Baretta del centrosinistra è tra il 29,5% e il 33,5%, Marco Gasparinetti (3,5-5,5%), Sara Visman tra il 2,5 e il 4,5%.