Le indiscrezioni di qualche settimana fa, che davano possibile un accordo tra Pd e M5S per il candidato sindaco di Roma in caso di ballottaggio, si fanno concrete. Rotti gli indugi a sette giorno dal voto delle amministrative, nel Movimento 5 stelle romano avanza la consapevolezza che alla fine l’accordo col Pd si farà con l’ipotesi che Giuseppe Conte avanti un endorsement nei confronti di Roberto Gualtieri per la Consiliatura.
Se il candidato di centrosinistra dovesse diventare sindaco, Conte avrebbe così il sostegno del Pd nella corsa al seggio alla Camera lasciato libero proprio da Gualtieri.

L’accordo

In base all’accordo, come riporta Repubblica, dopo il voto delle amministrative, se la sindaca uscente Virginia Raggi, in quota 5s, rimesse esclusa dal ballottaggio, Conte potrebbe incontrare il segretario del Pd Enrico Letta o direttamente Gualtieri, per decidere il da farsi. Con ricadute sul panorama nazionale.

Ma dal Pd ribadiscono che sono escluse possibili forme di apparentamenti. Capitolo chiuso, se non fosse che il ministro pentastellato per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà si è detto di una collaborazione tra Pd e M5S in caso di ballottaggio, qualora il partito pentastellato non riuscisse a vincere al primo turno. Ma Conte, leader del M5S, prosegue sulla linea del rifiuto dell’accordo.
Come a dire: non è ancora il momento di parlare di accordi che pure sono sul tavolo. Adesso è il momento di correre ognuno per il proprio partito e serrare i ranghi.

L’incontro tra Salvini e Calenda

Un incontro nel weekend ha infiammato il dibattito tra Lega e Azione, il partito di Carlo Calenda, in corsa per il Campidoglio. Il leader della Lega Matteo Salvini e il candidato civico al Comune di Roma si sono ritrovati per puro caso entrambi in largo Ippolito Nievo, di fronte al mercato di Porta Portese. Il faccia a faccia è il sequel dello scontro a distanza avvenuto sabato tra i due. Salvini era a Tor Bella Monaca per la chiusura della campagna elettorale leghista in sostegno del candidato di centrodestra Enrico Michetti. Dal palco ha attaccato non solo Calenda, ma anche la sindaca uscente Virginia Raggi e il dem Roberto Gualtieri: “Abbiamo scelto questa piazza di periferia per dare voce, speranza, futuro a migliaia di famiglie perbene. Abbiamo deciso di non stare nei salotti buoni frequentati da Calenda, Gualtieri, Raggi e qualche cinghiale“.
Attacco che non è sfuggito a Calenda. Ieri al mercato di Porta Portese, quando il leader di Azione ha attraversato col rosso pur di raggiungere il segretario della Lega ha detto al leader del Carroccio: “Hai visto frequentiamo le stesse piazza e i vostri voti li prenderò io“.

Andrea Lagatta