Sono passate 24 ore e nessuno ha ancora rimosso la clamorosa ‘svista’ che appare sulla sezione dedicata al trasporto dei disabili ai seggi. Un segnale, semmai i romani avessero ancora bisogno di conferme, della sciatteria e pressappochismo con cui vengono trattati.

Bastano pochi clic per arrivare dalla home page del sito ufficiale del Campidoglio fino alla sezione dedicata al ‘servizio di trasporto dall’abitazione al seggio per gli elettori diversamente abili’ istituito dal comune su cui campeggia il titolo ‘Elezioni 2 e 3 ottobre’.

Quindi il comune accompagnerà i cittadini che faranno richiesta del trasporto al seggio anche sabato 2 così potranno farsi una chiacchierata con i custodi delle scuole e magari dare una mano a montare le cabine elettorali o a mettere i banchi degli alunni a ferro di cavallo.

Scherzi a parte? No, ma a parte scherzi i romani saranno chiamati a votare domenica 3 e lunedì 4 ottobre, come è fissato da tempo, e come avverrà in tutta l’Italia interessata da questa tornata elettorale. “Povera Capitale e poveri soprattutto noi, suoi cittadini!” scrivono alcuni, “Queste cose mi confermano che il grosso problema delle amministrazioni pubbliche è nel personale addetto”, commenta un altro al post di una cittadina che ha segnalato su Facebook la ‘svista’.

Arriva immancabile anche Carlo Calenda, candidato sindaco con la sua lista civica, che se la prende direttamente con Virginia Raggi: “Ti avevo appena fatto un complimento su mise centurione e mi cadi sulla data delle elezioni!!!!!”.

L’episodio richiama precedenti perle capitoline come ‘Carlo Azelio Ciampi’, ‘via A. de Pretis’, ‘l’anfiteatro romano di Nimes’, ‘il cupolone del Colosseo’, neanche il povero Morricone è passato indenne dalle cantonate capitoline. Perché i cittadini di Roma Capitale devono continuare ad essere oggetto di derisioni da parte della stampa nazionale ed estera?

Chiunque sarà il prossimo sindaco ora quantomeno saprà cosa far trovare sotto l’albero ai propri dipendenti, un bel calendario. Un interrogativo rimane, davvero nessuno controlla, lassù in Campidoglio?

 

Riccardo Annibali