“Evasione drammatica al carcere di Foggia, negozi chiusi e panico nelle strade, interviene l’Esercito. Rivolte dei detenuti, evasioni, morti e feriti in diverse carceri italiane. Occorre il pugno di ferro, subito: chiusura di tutte le celle, sospensione di uscite e passeggiate, e chi sbaglia paga doppio. Il mio abbraccio alle donne e agli uomini della Penitenziaria che, spesso lasciati soli, rischiano la vita per proteggere noi e la Legge”. Così dichiara in un post sulla sua pagina ufficiale Facebook l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, commentando la situazione di caos che stanno colpendo le carceri italiane. Nel nostro Paese, infatti, l’emergenza coronavirus non accenna a fermarsi. Dopo i provvedimenti presi dal governo per cercare di contenere il contagio, in tutto il Paese si stanno diffondendo un clima di ansia e paura per il rischio della diffusione del covid 19. A destare preoccupazione è anche la situazione che vede coinvolti i carceri italiani, con detenuti in rivolta che protestano per i rischi di contagio e contro le misure del governo, che ha imposto restrizioni su visite parentali e colloqui. Proseguendo l’intervento, Salvini ha ribadito la sua solidarietà agli uomini in divisa, intimando allo stesso tempo di non provare “a spalancare i cancelli delle galere.” “Detenuti morti, altri ricoverati: a Modena è successo quello che temevo mesi fa, quando (era il 25 gennaio) avevo sollevato pubblicamente la situazione drammatica di alcune carceri italiane. In particolare, a Modena denunciavo sovraffollamento e massiccia presenza di reclusi con problemi mentali. Una bomba a orologeria che purtroppo è esplosa con conseguenze drammatiche. Il ministro Bonafede non ha mai risposto agli allarmi, e ora si è diffusa la rivolta dei detenuti in tutto il Paese. Solidarietà alla Polizia Penitenziaria e grazie alle donne e agli uomini in divisa: molti di loro sono rientrati in servizio per aiutare i colleghi in un momento drammatico. Nessuno provi a spalancare i cancelli delle galere con la scusa delle rivolte”.

LE PROTESTE IN CARCERE –  I detenuti sono in rivolta in varie parti d’Italia per protestare contro le restrizioni dovute all’emergenza coronavirus. Le proteste sono cominciate nella giornata di ieri per poi proseguire oggi, con un numero di carceri che coinvolge almeno 23 città. Da questa mattina nel carcere di Foggia i detenuti di due sezioni del penitenziario di via delle Casermette hanno dato il via ad una violenta protesta per chiedere misure contro il rischio di contagio da Coronavirus e contro la decisione di sospendere i colloqui con i familiari. Diversi detenuti hanno raggiunto il tetto della struttura, mentre un gruppo è anche riuscito ad evadere, venendo riacciuffati dagli agenti poco dopo. Al momento però non è chiaro se qualcuno di questi sia riuscito a scappare. Negli scontri con le forze dell’ordine, un detenuto è rimasto ferito alla testa ed è stato portato via in barella, così come alcuni agenti di polizia penitenziaria. Anche al carcere di San Vittore a Milano sono in corso delle rivolte. Una quindicina di detenuti sono saliti sul tetto del carcere gridando ‘Libertà, libertà’. Nel carcere è entrata la polizia penitenziaria in assetto antisommossa, e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco. Le strade e le vie intorno sono state bloccate e chiuse al traffico.

Mentre sono salite a sei le vittime tra i detenuti in rivolta da domenica nel carcere di Modena. Rispetto a quanto comunicato precedentemente dall’amministrazione penitenziaria, sono tre i morti in più. Fonti della Questura modenese, confermate dal sindacato della polizia penitenziaria Sappe, spiegano che allo stato non è risultato alcun segno di lesione su tre corpi. Due decessi sarebbero da ricondurre all’uso di stupefacenti, un terzo invece è stato rinvenuto in stato cianotico, ma non si conosce il motivo di questo stato. Una rivolta, definita “molto violenta”, era scoppiata nel primo pomeriggio. Molti i detenuti coinvolti e i danni alla struttura: i detenuti si erano infatti barricati nell’istituto e due agenti di polizia erano rimasti lievemente feriti nelle fasi più concitate, prima che il personale del carcere, una ventina tra poliziotti e sanitari, fosse fatta uscire. Sul posto era intervenuto anche il Prefetto di Modena, mentre dal carcere era uscito anche dal fumo a causa dell’incendio di materassi da parte dei detenuti. In serata la polizia penitenziaria è riuscita a rientrare, con la situazione che lentamente è tornata alla normalità. Una rivolta è invece in corso al carcere di Prato. Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario mentre un elicottero ha sorvolato a bassa quota la struttura. Celle sono state messe a fuoco. Dall’esterno si sentono le grida “indulto” e “libertà”. La protesta è cominciata in mattinata, in una sezione. Quando sembrava circoscritta, invece è ripartita e si è estesa ad altre aree della struttura.