I Top e i Flop del voto
Europee, i candidati eletti in tutte le Circoscrizioni. ‘Trombati’ Sgarbi, Mussolini, Cristallo, (forse) Ceccardi, Borghi e centristi

Sono state le elezioni di Giorgia Meloni ed Elly Schlein che hanno raggiunto ottimi risultati puntando però su due aspetti diversi. La premier ha puntato principalmente su se stessa raccogliendo oltre un milione di preferenze. Schlein si è affidata alla squadra di amministratori dem, da Decaro a Bonaccini a Nardella. Sono state le elezioni di Roberto Vannacci, mossa disperata di Salvini che ha sì spaccato la Lega ma allo stesso tempo grazie alle preferenze raccolte dal generale è riuscito a mantenersi a galla tra l’8 e il 9% quasi a pari merito con Movimento 5 Stelle e Forza Italia.
Ma andiamo a vedere i voti raccolti in tutti i partiti e i 76 candidati eletti al Parlamento europeo.
L’ufficialità dei 76 eletti al Parlamento europeo arriverà nelle prossime ore quando saranno cristallizzati i dati di tutte le sezioni (ne mancano oltre una cinquantina su 61.650). La ripartizione dei seggi è la seguente: 20 al Nordovest, 15 al Nordest, 15 al Centro, 18 al Sud e 8 nelle Isole.
Fratelli d’Italia – 28,81% – 25 seggi
Impressionante la distanza siderale creata da Giorgia Meloni, candidata bandiera in tutte e cinque le Circoscrizioni, con gli altri componenti delle liste del primo partito d’Italia. La premier raccoglie oltre due milioni di voti, precisamente 2.365.881 (lontana però dal record di Berlusconi nel 1999 con 3milioni di preferenze), e trascina Fratelli d’Italia che dovrebbe raccogliere tra i 22 e i 25 seggi. Meloni non andrà al parlamento europeo e cederà il suo seggio.
Dopo di lei… il vuoto. Il primo degli umani è Alberico Gambino, ex sindaco di Cava de’ Tirreni (Salerno) con 92.125, poi, sempre nella Circoscrizione Sud, Francesco Ventola (88.764). Seguono Nicola Procaccini con 85.051 preferenze, Denis Domenico Nesci con 74.207 voti, Giuseppe Milazzo (65.295), Elena Donazzan (63.242), Ruggiero Benedetto Italo Razza con 61.660 voti, Stefano Cavedagna (55.173), Michele Picaro (54,965), Marco Squarta (50.868), Carlo Fidanza (50.698), Carlo Ciccioli (47.509), Maria Chiara Gemma (46,538), Sergio Antonio Berlato (45,980), Alessandro Ciriano (43,948), Massimiliano Giammusso con 43.229, Antonella Sberna 39,064, Mario Mantovani 38.993, Francesco Torselli 37.271, Raffaella Docimo 34,854, Ines Fruncillo 34,564, Giovanni Crosetto 33,941, Daniele Polato 31.516, Nicola D’Ambrosio 30.902, Salvatore Deidda 29.405.
‘Trombato’, gradirà il linguaggio, Vittorio Sgarbi che con le 22,873 preferenze raccolte al Sud non riesce ad approdare a Bruxelles.
Gli eletti di FDI che in Europa faranno parte dei conservatori (Ecr). Con l’autoesclusione della premier Meloni, gli eletti potrebbero essere 25: Carlo Fidanza, Mario Mantovani, Giovanni Crosetto, Lara Magoni, Pietro Fiocchi, Mariateresa Vivaldini, Paolo Inselvini, Elena Donazzan, Stefano Cavedagna, Sergio Berlato, Alessandro Ciriani, Daniele Polato, Piergiacomo Sibiano, Nicola Procaccini, Marco Squarta, Carlo Ciccioli, Antonella Sberna, Francesco Torselli, Alberico Gambino, Francesco Ventola, Denis Nesci, Michele Picaro, Chiara Gemma, Giuseppe Milazzo, Ruggero Razza..
Partito Democratico – 24,07% – 20 seggi
Da Meloni pigliatutto a Schlein che capisce l’importanza degli amministratori Dem. Interessante la battaglia di voti che vede protagonisti i principali candidati del Pd che dovranno dividersi i 20-22 seggi in palio. Primatista Antonio Decaro, sindaco uscente di Bari e presidente Anci, con ben 495.847 preferenze. Un vero e proprio plebiscito in Puglia e in tutto il sud Italia dopo la gogna gratuita che pm e centrodestra hanno esercitato su di lui per vicende giudiziarie che non lo coinvolgevano direttamente. Segue il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini con 338.737 voti. Cecilia Strada con 282.944 preferenze, la giornalista Lucia Annunziata 240.949 preferenze, l’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori con 210.702, Raffaele Topo 127.529 preferenze, Elly Schlein con 121.8128 preferenze nella Circoscrizione Centro e 84.719 nelle Isole, Pina Picierno con 121.584 voti, Sandro Ruotolo con 112,343 preferenze, il sindaco uscente di Firenze Dario Nardella con 99.151 voti, Alessandro Zan con 92,603 preferenze nella Circoscrizione Nord Est e 85.273 voti in quella Nord Ovest, Matteo Ricci 84.565 preferenze, l’ex segretario dem Nicola Zingaretti 82.238 voti, Alessandra Moretti 82.521 voti, Irene Tinagli 74.405 voti, Grando Benifei 64.373, Elisabetta Gualmini 57.060, Giuseppe Lupo 49.810, Annalisa Corrado 49.107, Pierfrancesco Maran 45.180, Pietro Bartolo 44.789, Camilla Laureti 44.268, Antonio Nicita 43.691, Fabio Pizzul 42,496.
Sfida per un posto al parlamento europeo tra Alessia Morani e il pacifista cattolico Marco Tarquinio vinta al fotofinish dall’ex direttore di avvenire che con poco più di 41mila voti riesci a a imporsi in un testa a testa durato più del dovuto grazie al bug del comune di Roma. Nessuna speranza invece per la fedelissima di Schlein Jasmine Cristallo 34.232.
Gli eletti del Pd in Europa (che faranno parte del gruppo Pse-Sd) sono (considerando l’esclusione di Schlein): Cecilia Strada, Giorgio Gori, Alessandro Zan (eletto in nord ovest e nord est, dalla cui opzione dipende l’elezione di Pierfrancesco Maran o Annalisa Corrado), Irene Tinagli, Brando Benifei, Stefano Bonaccini, Alessandra Moretti, Elisabetta Gualmini, Dario Nardella, Matteo Ricci, Nicola Zingaretti, Camilla Laureti, Antonio Decaro, Lucia Annunziata, Raffaele Topo, Giuseppina Picierno, Sandro Ruotolo, Georgia Tramacere, Giuseppe Lupo e Marco Tarquinio.
Movimento 5 Stelle – 9,99% – 8 seggi
Nel Movimento 5 Stelle, che dovrebbe avere tra 8 e 10 seggi, il più votato è l’ex presidente Inps Pasquale Tridico con 117.923 preferenze. Seguono Giuseppe Antoci 64.618, Valentina Palmisano 43.441, Cinzia Pilo 39.503, Mario Furore 38.199, Patrizio Cinque 30.997, Danilo Della Valle 29.611, Carolina Morace 22.832, Gaetano Pedullà 15,851 (primo nel nord ovest), Sabrina Ignendoli 14.996, Maria Angela Danzì 14.601.
Gli eletti del M5S sono Gaetano Pedullà, Sabrina Pignedoli, Carolina Morace, Pasquale Tridico, Valentina Palmisano, Mario Furore, Giuseppe Antoci e Gianluca Ferrara.
Forza Italia – Noi Moderati – 9,62% – 8+1 seggi
In Forza Italia che dovrebbe ottenere 7-9 seggi, il recordman di preferenze è il segretario Antonio Tajani, altra candidatura bandiera che non andrà in Parlamento. Tajani raccoglie circa 390.000 voti nelle quattro circoscrizioni dove era candidato (escluse le Isole). Al Sud ottiene il risultato migliore, con oltre 145mila preferenze. Dietro c’è Edmondo Tamajo, recordman di preferenze nelle Isole (dove Forza Italia ha preso il 20%) con 121.402 voti, seguito da Marco Falcone con 100,199 preferenze. Quarto in assoluto Fulvio Martusciello al Sud con 97.513 voti. Poi Caterina Chinnici 93.351 voti e Giuseppina Princi con 84.170. Bene anche Massimo Dell’Utri nelle Isole con 69.332 preferenze. Non benissimo al nord sia Letizia Moratti con 41.898 che Flavio Tosi con 34.415 voti. Spera anche Massimiliano Salini con 36.586.
Niente da fare invece per Renata Polverini (8.178) e Alessandra Mussolini (5.727).
Gli eletti in Forza Italia, che andranno nel Ppe, escludendo Tajani, dovrebbero essere Letizia Moratti, Massimiliano Salini, Salvatore De Meo, Fulvio Martusciello, Giuseppina Princi, Edmondo Tamajo, Marco Falcone. Ancora in bilico Flavio Tosi. A loro si aggiunge Herbert Dorfmann, entrato nel Ppe in quota SVP a seguito dell’intesa raggiunta fra le due forze politiche.
Lega – 9% – 8 seggi
Quinto partito la Lega di Salvini che dovrebbe ottenere 6-8 seggi. Il più votato in tutte e cinque le circoscrizioni è il generale Roberto Vannacci con oltre 500mila voti. La prima degli umani è Serafina Silvia Sardone con 75.055 poi Aldo Patriciello al Sud con 69.719 voti, Roberto Marti 59.870 voti, Raffaele Tancanelli (primo nelle Isole) con 44.260 voti, Anna Maria Cisint 42.983, Isabella Tavaglieri 39.949, Angelo Ciocca 38.745, Susanna Ceccardi 30.212, Angela Russo 24,626.
Tra i trombati oltre a Claudio Borghi che ha racimolato appena 8.772 voti rischierebbe anche Susanna Ceccardi protagonista di una campagna elettorale tanto aggressiva quanto offensiva contro candidati rivali (da Schlein a Lucano) poi tutti eletti. Ceccardi aggrappata al generale Vannaccia, arrivato primo anche nella sua Circoscrizione. Se dovesse scegliere le altre tre opzioni a disposizione, Ceccardi riuscirebbe a spuntarla.
Gli Eletti nella Lega, che dovrebbero iscriversi con Marine Le Pen all’eurogruppo Identità e Democrazia, sono Roberto Vannacci (eletto ovunque come primo tranne isole), Silvia Sardone, Isabella Tovaglieri, Anna Maria Cisint, Raffaele Stancanelli e tre sui quattro primi dei non eletti dove Vannacci è entrato (uno di loro non sarà europarlamentare dove Vannacci eserciterà l’opzione): Susanna Ceccardi, Angelo Ciocca, Paolo Borchia, Aldo Patriciello. Uno di loro resterà fuori.
Alleanza Verdi-Sinistra – 6.7% – 6 seggi
E’ una delle sorprese delle elezioni la lista di Bonelli e Fratoianni che porterà in Europa tra i 5 e i 7 eurodeputati. La più votata è Ilaria Salis, candidata in due Circoscrizioni (Nord-Ovest e Isole), che colleziona 126.027 preferenze al Nord-Ovest e 50.406 nelle Isole. Seguo l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano candidato nei due collegi del Nord e nel suo sud. Lucano racimola 45.933 nel Nord-Ovest, 42.576 nel Nord-Est e ben 76.065 al Sud. Ottima affermazione anche per Francesco Emilio Borrelli, già deputato e giornalista-influencer a Napoli e in Campania. Borrelli ottiene ben 49.231 al Sud. Primo al centro l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino con 24.953 preferenze, seguito da Marilena Grassadonia con 24.953. Nel Nord est ottima performance anche per Cristina Guarda 32.575 voti e Brigitte Foppa 29.649. Terzo al sud dietro Lucano e Borrelli, è Souzan Fatayer, docente italo-palestinese, con 23.223. Spera al sud Leoluca Orlando, terzo con 18.544 dietro Salis e Lucano. Bisognerà capire quest’ultimi quale seggio sceglieranno.
Gli eletti di Avs, che in Europa andranno al gruppo dei Green ed altri a quello della Linke, sono Ilaria Salis (eletta in nord ovest e isole), Mimmo Lucano (eletto in tre circoscrizioni) e Ignazio Marino. Con loro saranno in tre fra i quattro primi dei non eletti fra Benedetta Scuderi, Cristina Guarda, Francesco Borrelli, Leoluca Orlando. Borrelli è già deputato.
Stati Uniti d’Europa – 3.76%
Male l’Unione tra Italia Viva e Più Europa. La Lista di scopo Stati Uniti d’Europa non va a Bruxelles nonostante i gli oltre 195mila voti conquistati da Matteo Renzi candidato in tre circoscrizioni su cinque. Emma Bonino, leader dell’Unione, che conquista 45.353 nel Centro e appena 20.265 nel Nord Ovest. Male Lella Paita nel Nord Ovest con 14.589 voti e Antonella Soldo nel Nord-Est con 10.875. Lista che raggiunge il quorum solo in Campania con oltre il 4% grazie ai voti raccolti (oltre che da Renzi) anche da Nicola Caputo 42,306 voti, Vincenzo Maraio 41,878 e Sandra Mastella Lonardo 32.030 voti. Poco più di 7mila voti per l’avvocato Gian Domenico Caiazza.
Azione – 3.3
Male anche l’altro partito centrista guidato da Carlo Calenda. Azione non spacca in nessuna delle cinque circoscrizioni. Mai superato il quorum con Calenda che ottiene quasi 90mila voti in tutte e cinque i distretti dove è candidato. Segue al sud Marcello Pittella con 32.929, Giosi Ferrandino con 21.935 e Giuseppe Sommese con 20.313 voti. Male poi gli altri candidati a partire dall’ex ministra Elena Bonetti che racimola in due collegi appena 20mila voti.
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