Politica
Forza Italia cresce in Campania. E il consenso di Martusciello è al 90%
I numeri, quando sono così chiari, hanno il pregio di sottrarre la politica alle suggestioni. E quelli di Forza Italia in Campania raccontano una storia semplice: un partito che cresce, consolida il proprio consenso e torna progressivamente ad avere un ruolo centrale nel centrodestra regionale. Alle politiche del 2022 Forza Italia ha raccolto in Campania il 10,64 per cento. Alle europee del 2024 il 10,82 per cento. Alle regionali del 2025 il 10,92 per cento. Tre appuntamenti elettorali diversi, tre risultati in crescita. Una progressione ancora più significativa perché maturata senza governare la Regione e senza amministrare le principali città campane. È da qui che partirei per leggere il congresso regionale del 9 settembre.
Negli ultimi anni Forza Italia ha ricostruito una presenza politica che va ben oltre il dato elettorale. Ha recuperato credibilità nei territori, ha aperto un dialogo stabile con il mondo produttivo, con le professioni, con le associazioni e con quelle energie della società civile che per troppo tempo avevano guardato alla politica con distanza. Da capogruppo in Consiglio regionale conosco soprattutto l’altra faccia di questa crescita: quella che si misura ogni giorno sulle questioni concrete. Sanità, trasporti, infrastrutture, sviluppo, aree interne, emergenze ambientali, sostegno alle imprese e alle famiglie. È su questi temi che un partito dimostra se esiste davvero e se è capace di rappresentare una comunità. Forza Italia in Campania lo ha fatto costruendo una linea politica riconoscibile e mantenendo una presenza costante nelle istituzioni. Fulvio Martusciello ha avuto un ruolo determinante in questo percorso. La sua candidatura alla guida regionale raccoglie oggi un consenso vicino al 90 per cento. È un dato politico prima ancora che congressuale: testimonia la condivisione di una linea, di un metodo e soprattutto di un progetto.
Il congresso non nasce dunque dentro una stagione di ripiegamento. Arriva nel momento in cui Forza Italia è più forte, più radicata e più competitiva di quanto fosse qualche anno fa. Un ruolo importante anche quello giocato dal Senatore Silvestro: il suo instancabile lavoro sui territori e la sua vicinanza alle amministrazioni ed alle realtà locali. Per questo sorprende che alcune letture di questi giorni, anche sulle pagine de Il Riformista, finiscano per soffermarsi sugli aspetti organizzativi più che sulla dimensione politica di questa crescita. Non c’è nulla di anomalo nel fatto che dentro un grande partito esistano sensibilità differenti. Sarebbe anomalo, semmai, ignorare il peso di una maggioranza così ampia e il percorso che l’ha prodotta. Il punto non è stabilire chi abbia più spazio in una discussione interna. Il punto è capire perché Forza Italia abbia continuato a crescere mentre altri partiti hanno conosciuto oscillazioni molto più marcate.
Una risposta c’è. È stata rimessa al centro l’organizzazione territoriale. Sono stati coinvolti amministratori e nuove energie. È tornato il confronto con le categorie economiche e sociali. Si è scelto di costruire una forza politica capace di parlare contemporaneamente ai moderati, al mondo produttivo, ai giovani e a chi chiede una politica concreta e non ideologica. È la stessa direzione indicata da Antonio Tajani a livello nazionale: ampliare i confini del partito senza rinunciare alla propria identità liberale, popolare ed europeista. Il congresso del 9 settembre deve servire soprattutto a questo: trasformare una crescita già evidente in una nuova ambizione politica. La sfida vera, infatti, non riguarda il congresso. Riguarda ciò che verrà dopo. Riguarda la capacità di Forza Italia di diventare ancora più determinante nelle scelte della Campania, di prepararsi alle prossime competizioni amministrative e di offrire al centrodestra una proposta credibile di governo. È su questo terreno che preferisco misurare la forza di un partito. Perché le procedure regolano un congresso. I voti, il consenso e la capacità di rappresentare una società determinano invece il peso di una forza politica. E in Campania, oggi, quel peso è molto più grande di quanto alcune rappresentazioni sembrino voler raccontare.
© Riproduzione riservata






