La guerra e l'emergenza energetica
Il caro benzina in Italia non è colpa di Israele, bisogna ‘ringraziare’ Iran e Putin
Il carburante costa sempre più, è vero, ma non a causa di Bibi. Paghiamo il prezzo delle guerre scatenate da ayatollah e Russia
Ieri, scorrendo la rassegna stampa, sul CorSera ho trovato una pubblicità che invita il governo italiano a sospendere gli accordi Italia-Israele e a portare l’istanza in sede europea, attribuendo al nostro Paese addirittura il potere di fermare Israele. L’avviso ha un incipit scritto a caratteri più grandi, in corsivo rosso, formulato in forma retorica che suona così: “Perché il popolo italiano deve pagare il prezzo di una guerra che non ha iniziato?”. All’invito è affiancata l’immagine di una pompa di benzina da cui si vede un macroscopico aumento del carburante, cosa che colpirà il portafoglio e quindi cuore e fegato dell’italiano medio.
Siamo al redde rationem tra Israele e l’Iran di qualcosa che non ha preso il via il 28 febbraio con l’attacco da parte della coalizione Usa-Israele, ma il 5 dicembre 1979, con la caduta dello Scià e la presa di potere dell’ayatollah Ruhollah Khomeini. In quel momento, l’Italia, che oggi viene invitata dall’inserzionista a fermare Israele, subì un colpo durissimo da parte dell’Iran. Lo Scià, tramite i buoni uffici del deposto re Umberto, affidò all’Italia l’appalto più grosso di tutti i tempi per la realizzazione di un porto misto militare e commerciale, con annessa base Usa, a Bandar Abbas, sul Golfo Persico. Salito al potere Khomeini, l’appalto fu revocato e furono sequestrati tutti i macchinari e i mezzi del cantiere, dopo aver preso in ostaggio duemila persone, tra maestranze e quadri. Questo personale fu tenuto in ostaggio per due anni, e per assorbirlo l’Italia creò una serie di società partecipate. L’Italia, alla quale viene ascritto il potere di fermare Israele, non ha mai avuto e non ha il potere di fermare l’Iran.
Gli Usa, a loro volta, hanno ancora in sospeso la vicenda dei propri ostaggi sequestrati nello stesso periodo nell’ambasciata statunitense a Teheran. Fin dalla loro salita al potere, gli ayatollah, infine, individuarono nella distruzione del neonato Stato di Israele il loro principale obiettivo. Anno dopo anno, perciò, il governo iraniano ha creato quella che viene chiamata una “cintura di fuoco” attorno allo Stato ebraico, istituendo i suoi proxy, finanziandoli, armandoli e istruendoli. Ha poi preso la decisione di dotarsi dell’arma nucleare e di potentissimi missili balistici in grado di colpire tutte le capitali europee occidentali e anche gli Usa, in un futuro assai prossimo. Lo stesso Iran è alleato con la Russia di Putin e ha strettissimi legami con Cina e Pakistan. Il piano per la distruzione di Israele è stato messo a punto nel 2005. La decisione di Putin di invadere l’Ucraina ha accelerato i piani iraniani, con la precipitazione della situazione nell’anno successivo: il 7 ottobre del 2023 Hamas ha invaso il sud di Israele, compiendo il più orrendo massacro di ebrei dai tempi della Shoah.
Gli ebrei sono attaccati dovunque e il prezzo del petrolio è cominciato a salire dall’invasione dell’Ucraina, e ora si sta solo impennando. Nel giugno del 2025, Usa e Israele hanno condotto la famosa guerra dei 12 giorni contro l’Iran, annientandone le difese; questa guerra è stata interrotta per volere di Trump, e le conseguenze sono state di aver consentito il riarmo dell’Iran, così come l’attuale cessate il fuoco gli ha di nuovo permesso di correre oltre ogni previsione. Questo si vede dall’azzardo di occupare lo Stretto di Hormuz con una flotta di barchini e droni, che l’Iran continua a fornire anche alla Russia. L’alleanza tra Iran e Russia si è perciò consolidata ed è entrata sullo scenario anche la Cina con i suoi satelliti spia. L’aumento del prezzo del greggio ha molti padri, e attribuirlo a Israele è un’altra vittoria dell’Iran. Ed è ingiusto nei confronti di Israele. L’Occidente si è chiamato fuori da una guerra non sua, ma questo è il trionfo dell’ipocrisia: l’Italia non vede l’ora di andare a sminare Hormuz con i suoi dragamine unici al mondo, ma non lo dice, perché il colpevole è già stato decretato.
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