La notizia della protesta tra i detenuti nelle carceri campane si rincorre di chat in chat, e di bocca in bocca. Il clima è teso e più volte al giorno i detenuti fanno la battitura: sbattono oggetti contro le sbarre negli orari della conta alle 8 del mattino, alle 15 e la sera e alle 20. Il motivo? I troppi disagi in carcere che d’estate diventano davvero insopportabili, non solo per i detenuti ma anche per le loro famiglie e per tutti quanti in carcere ci lavorano, agenti e operatori compresi. Una situazione che da giorni denuncia il garante dei detenuti regionale, Samuele Ciambriello e napoletano Pietro Ioia. I due garanti, man mano che passano i giorni ne sono sempre più certi: “Il carcere così come si sta muovendo rischia di diventare una polveriera. I detenuti si sentono abbandonati. Chiediamo che d’estate il carcere non smetta d’esistere”.

Nella stanza hanno un solo ventilatore per 8 detenuti, alcuni sono rotti – dice la moglie di un detenuto – Poi ci sono i canali Tv assenti. Nelle stanze dei colloqui i cameroni sono senza ventilatore o condizionatore”. Il racconto diventa sempre più duro: “Per fare un colloquio aspettiamo anche dalle 7 alle 15, sotto il sole, in un cortile coperto solo parzialmente da un plexiglass trasparente che fa solo aumentare il caldo per noi che aspettiamo sotto. In quell’area i ventilatori sono rotti e se qualcuno funziona, è come se non ci fosse”. Sono queste storie che raccontano tanti familiari dei detenuti in tutta la Campania.

L’attività dei garanti Ioia e Ciambriello negli ultimi giorni si sta intensificando sempre di più. Vanno e vengono dalle carceri portando i ventilatori che stanno riuscendo a mettere insieme per dare sollievo ai detenuti. Entrano ed escono, ascoltano le proteste dei detenuti e dei loro familiari e cercando di dare conforto. Ci sono problemi in tutte le carceri campane. “In questo momento dell’anno bisogna mettere in campo qualcosa in più, per i detenuti, per le loro famiglie, per gli agenti e gli operatori che si trovano a vivere in condizioni davvero difficili”.

Uno dei problemi che maggiormente desta preoccupazione sono le ore di attesa fuori ai penitenziari da parte delle famiglie, spesso donne e bambini costretti ore sotto il sole per poter parlare un’ora con i loro cari. “Non tutti i carceri sono attrezzati per poter prenotare il colloquio, operazione che renderebbe tutto più semplice. Poi ci sono i detenuti fuori regione: perché non consentire loro i colloqui in viadeochiamata?”, aggiunge Ciambriello. E ancora: “Ci sono in tutta la Campania 6742 detenuti, alcuni di loro potrebbero avere permessi premio o misure alternative. Bisogna accelerare in questo senso”. In questo modo si potrebbero certamente ridurre almeno in parte tutti i disagi. Questo riguarda soprattutto i detenuti più anziani o quelli che soffrono di patologie varie che in questi giorni di caldo soffrono ancora di più per la reclusione.

“In un carcere c’è un detenuto di 91 anni entrato a 87 – continua Ciambriello – Che ci fa lì? È un reato chiedere per lui i domiciliari? Continuerebbe comunque a scontare la sua pena. Ce n’è un altro che pesa 272 chili, non entra in cella. È andato via dal Cardarelli perché non c’era per lui un letto adeguato. Come fa a stare in cella?”. E invece pare che la tendenza sia a far rimanere tutti in carcere. “Sono tanti i detenuti che ci chiedono di far spostare l’ora d’aria nelle ore più fresche – dicono i garanti Ciambriello e Ioia – L’ora d’aria dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15 è come camminare in forni crematori di cemento. Ci vorrebbero fontane e punti doccia almeno. Poi i blindati se chiusi diventano roventi: dovrebbero stare più tempo aperti”. Poi c’è un’ altra questione che per chi è costretto a stare in una piccola cella per venti ore al giorno diventa un problema enorme: “Non tutte le carceri hanno sintonizzato i canali, operazione che è necessario fare a livello centrale – spiegano i garanti – questo vuol dire non poter guardare nemmeno la tv”. Tutto questo accade in luoghi dove c’è anche carenza di personale.

I garanti spiegano che su 104 educatori previsti da più di un ano ce ne sono 30 in meno. Poi d’estate qualcuno ha chiesto il trasferimento, qualcuno è in ferie. “Chi ci parla con i detenuti? – si chiedono i garanti – Chi può dare loro respiro? Succede così che gli agenti devono diventare anche medici, psicologi ed educatori. Si crea un vuoto relazionale con i detenuti che soprattutto in questo momento si sentono abbandonati. Noi garanti ce la stiamo mettendo tutta per dare una mano, consegnando e raccogliendo ventilatori, frigoriferi e cercando di dare una mano. Ma non sono solo i garanti e i volontari a dover sopperire a queste gravi mancanze. Sono tante piccole cose dal valore non quantificabile che fanno davvero la differenza”.

I garanti da mesi denunciano gravi carenze anche a livello del personale sanitario. “Faccio un esempio – continua Ciambriello – A Poggioreale su 2.204 detenuti ci sono solo 2 psichiatri. Il 3 maggio scorso il Consiglio Regionale della Campania ha sottolineato l’importanza di occuparsi di detenuti malati di mente e mettere su una nuova rems. Si sta avviando questa procedura? I magistrati di sorveglianza dicono che alcuni detenuti non sono compatibili con il carcere. Quindi dove devono andare? Se non c’è posto fuori restano in carcere. Sono dunque prigionieri politici?”.

La situazione è critica anche nel carcere di Poggioreale dove la struttura antica e di cemento, il sovraffollamento e la carenza di personale rende tutto più difficile. “Con questo caldo sono tutti molto insofferenti – ha detto al Riformista il direttore del Carcere Carlo Berdini – Abbiamo 2.200 detenuti stipati qui, come possono vivere questo momento di grande caldo? Stiamo cercando di risolvere il problema dei ventilatori con il contributo dei garanti e stiamo cercando quanto più possibile di sfollare le celle spostando alcuni detenuti. Per quanto riguarda le famiglie a Poggioreale abbiamo le prenotazioni ma stiamo cercando di implementare l’aria condizionata e i ventilatori nelle zone dedicate ai colloqui”. L’ora d’aria a Poggioreale resta nelle ore più calde del giorno: “Non è facile gestire questa situazione: c’è carenza di organico e il piano ferie. Stiamo cercando di risolvere tutte le difficoltà, ce la stiamo mettendo tutta“.

“In questo momento, più che mai, bisognerebbe raddoppiare le risposte da parte della collettività, bisogna accelerare nel dare risposte affinchè ogni giorno smetta di essere una pena”, dicono i garanti. Ioia e Ciambriello stanno continuando a raccogliere ventilatori e frigoriferi per migliorare le condizioni di chi vive in carcere. “Chi volesse darci una mano si può rivolgere a noi – dicono i garanti che oggi hanno consegnato altri 70 ventilatori in carcere – Possono donare tutti: a titolo privato o come associazioni. Mercoledì prevediamo di portare un nuovo carico. Aiutateci a riempire i carceri di solidarietà”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.