La passerella della Nazionale per le strade di Roma sul bus scoperto, per festeggiare il trionfo all’Europeo contro l’Inghilterra? Non era autorizzata, anzi, ha creato un incidente diplomatico.

A dirlo è il prefetto di Roma Matteo Piantedosi, che ricostruisce in una intervista al Corriere della Sera le falle nel sistema di autorizzazioni che hanno portato all’evento, con migliaia di persone che, spesso senza mascherina e creando assembramenti, hanno seguito il bus scoperto degli Azzurri.

La Figc, la Federazione Gioco Calcio, aveva chiesto l’autorizzazione a fare un giro per Roma  un autobus scoperto, “ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile e che non potevamo autorizzarli. Lunedì mattina la federazione ha riproposto diverse soluzioni, ultima delle quali quella di utilizzare una pedana da montare in piazza del Popolo, in pieno centro a Roma, dove far salire i giocatori per festeggiare con i tifosi”, racconta Piantedosi.

Qui arriva l’accusa al presidente della Figc Gravina: “Abbiamo pensato che avrebbero fatto fermare i giocatori davanti a Palazzo Chigi dopo l’incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ci avevano assicurato che il trasferimento sarebbe avvenuto con un autobus coperto. Invece poco dopo l’uscita dal Quirinale si è aggregato un autobus scoperto con la livrea e le scritte dedicate ai campioni d’Europa”.

Ma a quel punto pensare di fermare tutto era impossibile, col rischio di creare problemi d’ordine pubblico. Quindi Piantedosi rivela il ruolo di Giorgio Chiellini, capitano della Nazionale, e del suo ‘sodale’ di difesa Bonucci: “Mi risulta che Chiellini e Bonucci hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile”. Secondo il Fatto Quotidiano Bonucci avrebbe anche discusso con alcuni responsabili della sicurezza che ribadivano il “no” al pullman scoperto: “Se è così non fateci andare neanche da Draghi e riportateci in albergo”.

Quindi l’ultima frase di Piantedosi, che suona quasi come un avvertimento: “Mi auguro che l’Italia l’anno prossimo vinca i Mondiali per avere gli stessi festeggiamenti: tratteremo direttamente con i calciatori”.

MA LA FIGC SMENTISCE – Una ricostruzione dei fatti, quella di Piantedosi, smentita però dal presidente della Figc, Gabriele Gravina.  “Non è nostra intenzione alimentare ulteriori polemiche, perché non vogliamo trasformare un momento di gioia nazionale in un argomento di divisione. Abbiamo sempre lavorato per l’unità e continueremo a farlo, sottolineando però come la Federazione sia sempre stata responsabile, ma soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei tifosi italiani”, si legge in una nota diffusa dalla Federazione.

In particolare la Figc evidenzia che la situazione “non era più gestibile in quanto il bus coperto non aveva dissuaso i tifosi dal cingere in tutti i modi la delegazione italiana”, per questo la Federazione reiterava nuovamente la richiesta di permesso “a questo punto condivisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto”, chiarisce la nota.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.