Ci mancava solo l’appello degli intellettuali in difesa del governo, ma è arrivato anche quello: la stampa di regime può gioire. Edito dal manifesto che forse, per la prima volta nella sua storia, pubblica un appello a favore di un governo: passano gli anni, arriva anche, avrebbe detto Svevo, senilità, l’importante è accorgersene. Chi sa, forse è il prodotto non dichiarato dell’intervento critico di Matteo Renzi al Senato, o non so di che altro, di sicuro è costellato di tante firme illustri, e meno illustri, che sottoscrivono, a oggi più di diecimila. Gli attacchi al governo Conte vengono giudicati strumentali e addirittura “insopportabili”, con un vocabolario carico di intolleranza e di albagìa. Loro, i firmatari, sono in possesso della verità, tutti gli altri sono reprobi, come si permettono di criticare? La Costituzione? Ma di che si parla, oggi è sospesa, legittimamente, scrive Gustavo Zagrebelsky. Il circolo si chiude.

Ma su quest’ultimo tema la discussione va tenuta aperta, con la buona pace di alcuni giuristi “cattivi cristiani” come dissero in Germania. Oltre l’argomentazione esasperatamente formalistica, che tradisce la nobiltà della Forma, gli strappi alla libertà hanno superato ogni confine accettabile, con una gestione burocratico-poliziesca che ha spesso sfiorato il ridicolo e il pericoloso. Nulla di questo nel resto d’Europa. In Germania, esemplare, basso numero di morti, e si è continuato a produrre e a vivere.  Vorrei gettare un grido di allarme. Qualcosa proprio non va in questa nostra Italia, dove, in nome della difesa dal virus, si sta ammazzando quella vita che si vuol difendere con un evidente eccesso di immunizzazione, unico caso in Europa.

E nel frattempo si pongono premesse e decisioni che, molto oltre il virus, ridefiniscono politiche con percorsi inquinati: da che cosa? Da un virus politico che Conte rappresenta benissimo, “formato” Cinque Stelle; da esso nasce la sua camaleontica legittimazione – presidente di tutti i consigli come lui è stato ed è – legittimazione che comporta: ricollocazione geopolitica dell’Italia con la scusa delle mascherine e dei medici cinesi; statalismo, senza Stato seriamente inteso; Parlamento disprezzato, luogo dei poltronisti, ricordate?; giustizialismo spietato, senza pietas; manipolazione della scuola pubblica dimezzata, in via di tragico impoverimento se prevalgono assurde proposte; vita privata alla mercè di tutti. Il bell’accordo Pd grillizzato-5 Stelle con l’opposizione che balbetta, un insieme che è la vera assicurazione sulla vita del governo.

Il coronavirus? Alla fine, certo, un’occasione triste, ma utile per realizzare il programma. Questo è l’inquinamento politico che rovina l’Italia, ma che dire sulla lotta specifica all’altro virus, al coronavirus, appunto? Beh, la Conferenza stampa contiana del 26 aprile, a difesa della quale si erge il manifesto, sembrava promossa su “Scherzi a parte”. Ma sarebbe ancora poco dir questo, che potrebbe portare buon umore in un momento difficile, e in certi momenti c’è anche riuscito. Riflettiamo: il “tutti a casa” era facile a dirsi, ed è stato eseguito, ma che c’è stato intorno a esso? Il caos, l’incertezza, Regioni contro Stato e viceversa; politiche dell’annuncio; liquidità che non arriva; economia in chiusura mentre in Europa si lavorava: dissennate prescrizioni burocratizzate sulla libertà di circolazione e di esistenza, con episodi grotteschi e incredibili se non fossero veri; decisioni confuse e francamente ridicole su congiunti e amici (ecco l’ombra di “Scherzi a parte”), e su tutto un mare di parole, parole, “’potenze di fuoco” finanziarie che si rivelano alla fine i soliti fucili modello 91.

Certo, qui entra anche, e come! La burocrazia italiota, ma questo non può assolvere chi, in stato d’eccezione, pensa di star prendendo decisioni che poi cadono largamente nel vuoto. Se hai il potere di sospendere le libertà costituzionali, dovresti avere anche il potere di metter la museruola agli eccessi della burocrazia. Questa è la mia opinione critica. È legittimo avere queste opinioni? Vere o errate che siano? È il momento dell’ “unanimismo”? Dell’obbedir, tacendo, sudditi del populismo di governo? C’è una Inquisizione che decide quali opinioni si possono sostenere e quali no? Siamo a questo? “Manifesto degli intellettuali”, tutto è travolto, anche l’intelligenza, nella crisi italiana. Una notizia breve: in Francia. Secondo sondaggi, il 70% dei francesi è critico della politica di Macron. Come si permettono? Ecco, li sì che ci vorrebbe un bel Manifesto.