In un’epoca in cui la transizione energetica globale si intreccia profondamente con i diritti delle comunità native, il Canada ha siglato un accordo commerciale senza precedenti che segna una svolta storica per l’industria atomica occidentale e per il percorso di riconciliazione con i popoli indigeni. Sette comunità native dell’Ontario, riunite sotto il consorzio delle Williams Treaties First Nations, diventeranno comproprietarie di un nuovo reattore nucleare grazie a un maxi-investimento di 700 milioni di dollari canadesi. L’annuncio formalizza una partnership commerciale unica nel suo genere con il governo federale di Ottawa e l’esecutivo provinciale dell’Ontario. I fondi saranno destinati al Darlington New Nuclear Project a Bowmanville, un sito gestito dalla Ontario Power Generation dove è in corso la costruzione di quattro piccoli reattori modulari (SMR).

L’operazione finanziaria è interamente sostenuta da garanzie statali sui prestiti concesse congiuntamente dalla Canada Indigenous Loan Guarantee Corporation e dal Building Ontario Fund, rappresentando la più grande garanzia di credito a favore di comunità indigene nella storia del Paese. Stephen Lecce, ministro dell’Energia dell’Ontario, ha sottolineato come si tratti della prima vera partnership azionaria con le Prime Nazioni in un progetto nucleare in Canada, un passo concreto verso la riconciliazione economica. L’accordo prevede l’erogazione di un prestito per la costruzione della prima unità SMR che si convertirà in una quota di partecipazione azionaria di minoranza non appena l’intero complesso di quattro reattori sarà completato. L’impatto economico dell’operazione è imponente: il costo stimato per l’intero polo tecnologico si aggira sui 21 miliardi di dollari, e la prima unità commerciale entrerà in funzione entro il 2030. Dal punto di vista finanziario, la partecipazione delle Prime Nazioni ridurrà i costi di finanziamento del progetto grazie alle garanzie pubbliche, generando un risparmio stimato fino a 15 miliardi di dollari per i contribuenti dell’Ontario lungo il ciclo di vita operativa dei reattori.

Le comunità coinvolte includono le nazioni di Alderville, Curve Lake, Hiawatha, Scugog Island e i Chippewas di Beausoleil, Georgina Island e Rama, stanziate nell’area tra il Lago Ontario e il Lago Simcoe. Per bocca del capo Ted Williams, i leader nativi hanno espresso orgoglio per essere finalmente inclusi come partner strutturali in un investimento infrastrutturale di portata generazionale, superando l’emarginazione dai grandi profitti energetici estratti dai loro territori ancestrali. La tecnologia SMR è considerata la chiave di volta della strategia energetica canadese, che mira a espandere la propria capacità nucleare entro il 2040 per azzerare le emissioni; attualmente l’atomo fornisce già la metà dell’elettricità dell’Ontario, una delle reti più pulite al mondo. Con le fondamenta del primo reattore già gettate, questo accordo non è solo una pietra miliare industriale per il G7, ma un modello globale che dimostra come l’energia pulita del futuro possa essere costruita rispettando l’autodeterminazione finanziaria dei popoli originari.

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