I ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles nei giorni scorsi hanno deciso, tra le sanzioni da adottare contro la Russia per l’invasione delle truppe di Mosca in Ucraina, una serie di sanzioni tra cui il congelamento dei beni in Europa di proprietà del presidente russo Vladimir Putin e del suo ministro degli Esteri Sergei Lavrov.

Una mossa dal sapore simbolico, dato che i due politici russi non sono di fatto titolari di beni a loro direttamente riconducibili nei paesi dell’Unione europea, ma che segna in ogni caso una decisa svolta nel rapporto tra Bruxelles e il Cremlino.

Una decisione che ha rilanciato un tema che ormai da decenni è di dibattito in particolare sui media occidentali: a quanto ammonta la ricchezza personale di Vladimir Putin? Lo Zar russo, che guida il Paese di fatto dal 1999 (dal 2008 al 2012 è stato primo ministro del suo fedelissimo Dmitrij Medvedev), negli anni avrebbe accumulato in modo ‘opaco’ ricchezze immense.

Le proprietà nascoste

Ufficialmente Putin guadagna circa 140mila dollari l’anno come presidente della Federazione russa, mentre dalle sue dichiarazioni ufficiali viene evidenziato il possesso di un appartamento, tre auto e una roulotte. Tutto qui? Non proprio.

A mettere in fila le sue proprietà ‘ufficiose’ è il New York Times, che evidenzia come Putin sia di fatto il proprietario di una immensa tenuta sul Mar Nero dal valore stimato in circa un miliardo di euro, un palazzo principesco da oltre 14mila metri quadri la cui esistenza è stata svelata dall’oppositore dello Zar Aleksej Navalny. Putin sarebbe inoltre proprietario di un appartamento da 4,1 milioni di dollari a Monaco, acquistato tramite una società offshore da una donna che si dice sia la sua amante, oltre a possedere una villa nel sud della Francia legata all’ex moglie. Inoltre fino al periodo precedente allo scoppiare della guerra in Ucraina, nel porto di Amburgo, in Germania, era ‘parcheggiato’ il suo yacht di lusso da 100 milioni di dollari.

Il patrimonio da 200 miliardi

I conti in tasca a Putin li ha fatti Forbes, la rivista americana di economia e finanza, con il Forbes Wealth Team che tracciato le origini della ricchezza del presidente russo attraverso un vero e proprio metodo.

Il riferimento è all’oligarca russo Mikhail Khodorkovsky, ex numero uno della compagnia petrolifera Yukos, acquistata dal magnate della banca Menatep grazie agli agganci con l’allora presidente russo Boris Eltsin dopo che la compagnia venne messa all’asta nell’ambito del programma di privatizzazioni che farà ricchi decine di oligarchi.

I rapporti con Putin sono ben diversi: il nuovo presidente infatti ritiene i burocrati e gli imprenditori che hanno prosperato grazie alla protezione di Eltsin siano un ostacolo al suo potere ed è di fatto lo stesso Putin a farlo arrestare nel 2003 per frode fiscale. Khodorkovsky resterà in carcere fino al 2013, quando uscirà grazie all’amnistia approvata dalla Duma, scappando immediatamente dal Paese per rifugiarsi prima in Germania e poi a Londra.

Tornando a Putin, secondo Bill Browder, finanziere americano esperto delle leggi Magnitsky che consentono ai governi di imporre sanzioni mirate ai trasgressori dei diritti umani congelando i loro beni, lo Zar avrebbe accumulato ricchezze immense stingendo accordi con gli oligarchi tanto odiati. “L’accordo era: ‘Dammi il 50% della tua ricchezza e ti lascerò tenere l’altro 50%’”, dice Browder.

In caso contrario il trattamento sarebbe stato lo stesso ricevuto da Khodorkovsky. Così, secondo Browder, nel 2017 Putin era stato in grado di accumulare un patrimonio personale di circa 200 miliardi di dollari, tale da renderlo all’epoca la persona più ricca sul pianeta.

Per l’economista svedese Anders Aslund invece il patrimonio di Putin è in una forbice tra i 100 e 130 miliardi e sarebbe stato accumulato dal leader di Mosca grazie a un sistema di tangenti e partecipazione nascoste in società russe. La fortuna di Putin arriverebbe dunque da una cerchia di ‘amici’ che hanno accumulato enormi ricchezze grazie a contratti col governo, con i soldi che poi tornerebbe in parte allo stesso Zar del Cremlino.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.