Un bluff. Il redde rationem annunciato tra Giuseppe Conte e Mario Draghi non c’è stato. L’incontro tra il leader del Movimento 5 Stelle e il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi ha partorito una tregua rispetto agli intenti ben più bellicosi di una buona fetta dei gruppi parlamentari 5 Stelle.

La richiesta di Conte a Draghi, secondo quanto raccontato dall’ex premier ai giornalisti fuori la sede del governo, è stata quella di una “forte discontinuità”, ma il presidente pentastellato ha anche assicurato la “disponibilità a condividere responsabilità di governo in modo leale e costruttivo”, pur rappresentando a Draghi “il forte disagio politico che la comunità del Movimento 5 stelle ha accumulato in questi mesi all’interno della maggioranza.

Il faccia a faccia ha preceduto la discussione del dl Aiuti oggi in esame alle 14 alla Camera, uno stanziamento da 23 miliardi di euro su cui pesa l’ostruzionismo dei 5 Stelle per la presenza al suo interno dei fondi destinati al termovalorizzatore di Roma, opera vista come uno spauracchio dai grillini. Provvedimento su cui, come annunciato alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, il governo porrà la questione di fiducia.

Al premier, ha spiegato Conte ai giornalisti dopo un confronto durato circa un’ora, ha consegnato “un documento” in cui vi sono le battaglie imprescindibili del M5S, al quale però non è arrivata immediatamente una risposta. “Non me l’aspettavo nemmeno, non sarebbe stato serio”, ha ammesso Conte, che poi ha alzato la voce nella difesa di una misura simbolo del partito come il Reddito di cittadinanza: “Non permettiamo più che sia messo quotidianamente in discussione“. Altri impegni chiesti al premier sono gli interventi “a favore di famiglie e imprese con un intervento straordinario. Duecento euro di bonus una tantum non servono. Va tagliato il cuneo fiscale. Dobbiamo intervenire per i lavoratori e sul salario minimo”, ha rivendicato Conte.

Documento in cui Conte, in un passaggio, sottolinea come il Movimento abbia “subito attacchi pregiudiziali, mancanze di rispetto, invettive intese a distruggere la nostra stessa esistenza”.

Ma i problemi per il governo e per gli stessi 5 Stelle restano evidenti. Come sottolineato da Aldo Torchiaro proprio sul Riformista, con la tensione che si respira e le divisioni nei pentastellati che si moltiplicano non è da escludersi un incidente che travalichi le intenzioni. Se Conte non controlla i suoi, e si arriva al “liberi tutti”, tutto può succedere. Senza poter escludere nemmeno una nuova scissione in aula, tra governisti e oppositori.

Lo scontro in Parlamento resta infatti sempre dietro l’angolo, con l’appuntamento chiave che sembra essere la possibile fiducia sul Superbonus, che potrebbe compromettere il governo. “Ne parleremo in riunione di capigruppo e definiremo la nostra posizione sul punto -ha detto Conte ai cronisti – I nostri ministri già non hanno partecipato al voto per una norma del tutto eccentrica. Non siamo qui per predicare transizione ecologica di giorno e consentire nuove trivellazioni di notte”. Sempre a proposito di Superbonus l’ex premier ha spiegato che va risolto “con assoluta urgenza l’incaglio che c’è, il blocco nella cessione dei crediti per quanto riguarda il Superbonus. Ci sono migliaia di imprese sull’orlo del fallimento, ci sono famiglie che non possono completare i lavori e noi tutto questo non possiamo permetterlo“.

Il punto stampa si chiude con una domanda senza risposta sul tema che ha agitato maggiormente le acque nei giorni scorsi, ovvero la presunta telefonata tra Draghi e Beppe Grillo (smentita da entrambi i protagonisti) in cui il premier avrebbe chiesto la ‘testa’ dell’avvocato pugliese. Di fronte alla richiesta dei cronisti, Conte è rimasto in silenzio, ha salutato tutti ed ha proseguito allungando il passo verso Campo Marzio.

Alle parole di Conte ha ‘risposto’ Palazzo Chigi tramite fonti che hanno fatto sapere alle agenzie di un incontro “positivo e collaborativo“. In particolare i temi contenuti nel documento presentato dal leader dei 5 Stelle, riassunti in “Reddito di cittadinanza, salario minimo, cuneo fiscale, Superbonus, caro bollette, sostegno ai redditi medi, transizione ecologica, rateizzazione delle cartelle esattoriali”,  sono stati valutati “in una linea di continuità con l’azione governativa”. Punti “ascoltati con attenzione” dal premier che avrebbe anche assicurato un nuovo incontro in tempi rapidi.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia