E torna in testa il Partito Democratico. Almeno secondo il sondaggio dell’Istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli pubblicato da Il Corriere della Sera. La corsa a due per il primato tra i partiti continua a infiammare la rivalità tra Pd e Fratelli d’Italia, un ritorno al dualismo centrosinistra-centrodestra, dopo l’implosione del Movimento 5 Stelle, una sfida anche tra una formazione al governo e il principale partito di opposizione. E questa volta a staccare è il partito di Enrico Letta.

I numeri, dunque. I dem sono in vetta ma in calo dello 0,2%, al 20,8%. Primo partito perché Fdi scende di un punto, fino al 20%. La Lega resta stabile al 15%. Sale invece di 1,5% Forza Italia che sfiora il 10%. Tra le altre forze politiche si segnala l’aumento della federazione Azione + Europa, oggi al 3,8% (+0,5%) e la flessione di Italexit, stimata al 4% (-0,5%). Da notare, ancora una volta, l’aumento della quota di astenuti e indecisi che raggiunge il 42,5%, il livello più elevato negli ultimi 2 anni.

Il M5s si attesta al 12,1%, in calo di 1,6% a seguito dell’uscita di Di Maio la cui neonata formazione è accreditata del 2,3%. “Sommando i due dati si ottiene un valore superiore alla stima del M5s di fine maggio, a conferma che Insieme per il futuro ottiene consenso anche al di fuori del partito di provenienza del ministro degli Esteri”.

Coalizioni: “Sulla base di queste stime, il cosiddetto campo largo, a cui sta lavorando di Pd di Enrico Letta, che comprende tutte le forze politiche compreso Insieme per il futuro (nonostante le dichiarazioni di incompatibilità espresse, tra gli altri, da Calenda) è accreditato del 46,4% (+0,2%) e prevale sulle tre principali forze del centrodestra (44,8%, in crescita di 0,4%, grazie alla performance di Forza Italia). Queste ultime continuano ad avere un vantaggio sul centrosinistra (32%, in flessione di 0,5%) nonché sull’alleanza giallo-rossa (35,9% in calo di oltre 2 punti), tra cui non abbiamo annoverato il movimento di Di Maio”.

Gradimento dei leader: l’indice di gradimento di Meloni scende al 35, Conte al 31. Cresce Letta, al 28, e Calenda, 24, affiancato dal nuovo entrato Di Maio. L’indice di gradimento del governo Draghi si conferma come a maggio al 55 mentre quello del Presidente del Consiglio al 59. “Siamo solo ai prodromi di una campagna elettorale che si preannuncia lunga e combattuta, a dispetto di un esecutivo di unità nazionale che, nonostante tutto, non paga pegno per le inquietudini di alcune sue componenti”.

Altri dati, non meno rilevanti. Un italiano su tre (35%) dichiara di non aver seguito le amministrative. L’8% non ha espresso un parere al riguardo, il 20% ritiene abbia vinto l’astensione, il 19% dà la vittoria al centrosinistra, il 4% al centrodestra, il 14% considera i risultati eterogenei. Il voto ha galvanizzato soprattutto gli elettori del centrosinistra ma il 53% degli intervistati esprime preoccupazione per l’altissima astensione, causata soprattutto dalla sfiducia nella politica più che dallo scarso appeal dei candidati locali. Al quadro partecipano naturalmente i risultati delle amministrative, la scissione “dimaiana” nel M5s, le tensioni nel centrodestra.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.