La solitudine di Giorgia Meloni e una radiografia del Movimento 5 Stelle sconquassato dalla scissione “dimaiana”. È un quadro in divenire e scosso dalle ultime settimane di campagna elettorale e di votazioni, di litigi e contrasti interni a partiti e coalizioni, quello fotografato dal sondaggio SWG per La7. Sotto la lente della rilevazione, come sempre, le proiezioni partito per partito, coalizione per coalizione, e un lungo approfondimento sulla situazione delicata del Movimento 5 Stelle.

Fratelli d’Italia si conferma primo partito: passa dal 23,1 dello scorso 20 giugno al 23,4%. Ancora in crescita Giorgia Meloni, sempre più leader del centrodestra mentre sia Lega che Forza Italia perdono entrambi qualcosa. Il Carroccio per quasi mezzo punto e scende al 14,7% mentre gli Azzurri perdono lo 0,2 e si fermano al 7,2%. Non bastano i numeri però: Meloni si deve difendere dalle accuse di aver diviso – lei o suoi candidati – la coalizione in alcune piazze alle amministrative causando clamorose sconfitte. I tre leader dovrebbero vedersi subito in un vertice, al centro le elezioni in Sicilia mentre si parla già di Lombardia e Lazio.

A tenere il ritmo di Fdi è solo il Partito Democratico che guadagna anche lui 0,3 punti e sale al 21,6%. È in caduta libera il Movimento 5 Stelle che perde un punto percentuale e si attesta all’11,5%. È il minimo storico nelle rilevazioni. Il sondaggio SWG non calcola tuttavia il peso che potrebbe avere “Insieme per il futuro” dello scissionista Luigi Di Maio: per il sondaggio Winpoll per il Sole 24 Ore il partito del ministro degli Esteri otterrebbe il 4,7% dei consensi. La débâcle grillina affonda anche il progetto del fronte progressista. Seguono Azione/+Europa al 5,3%. A chiudere MDP Articolo 1 al 2,6%, Sinistra Italiana al 2,5%, Italia Viva al 2,4%, Verdi al 2,4%, Italexit con Paragone 2,2%, Altre Liste 4,2%. Altissimo il tasso di chi non esprime alcuna preferenza, al 39%, in crescita di 4 punti percentuali – dato che riflette anche la copiosa astensione alle urne. 

La radiografia del Movimento 5 Stelle

La rilevazione dedica un profondo focus sul Movimento 5 Stelle. In merito al contrasto tra Conte e Di Maio, degli attuali elettori del Movimento 5 Stelle, il 67% dà ragione a Conte, il 12% a Di Maio, il 7% a nessuno dei due, il 14% non risponde. Degli ex elettori del Movimento 5 Stelle (chi aveva votato il M5s alle politiche del 2018 e che oggi non lo voterebbe più) il 35% è con Conte, il 13% con Di Maio, il 28% con nessuno dei due, il 24% non risponde.

Altro giro, altro quesito, cui rispondono solo elettori 5 Stelle: il 42% degli intervistati ritiene che la fuoriuscita di Di Maio sia un fatto positivo, il 47% negativo, l’11% non saprei. Il 55% preferisce inoltre che i due rimanessero divisi, il 33% che facessero pace e Di Maio rientrasse nel Movimento 5 Stelle, il 12% non saprei. Per gli attuali elettori “lo spirito del M5s oggi” è meglio rappresentato per il 66% da Conte, per il 22% da Alessandro Di Battista, per il 4% da Beppe Grillo, per 3% da Luigi Di Maio, per il 3% da nessuno di questi, il 2% non risponde. Per gli ex elettori Di Battista scalza Conte, 29 a 23%, a seguire Di Maio all’8% e Grillo al 6%, per il 20% nessuno di questi.

Sulla regola dei due mandati il 35% degli attuali elettori ritiene che la regola dovrebbe essere mantenuta ma con delle eccezioni, il 32% senza eccezioni, il 20% che dovrebbe essere abolita, il 13% non saprei. Degli ex elettori del M5s, il 45% ritiene che la regola dovesse essere mantenuta senza eccezioni, il 21% con eccezioni, il 18% che dovrebbe essere abolita, il 16% non saprei. Alle prossime elezioni politiche il 50% degli elettori ritiene che il M5s dovrebbe presentarsi da solo, il 33 con il Pd, il 7 con il centrodestra, il 10 non saprei. E per il 66% il Movimento dovrebbe rimanere nel governo, il 32 ritiene si debba uscire, il 2 non saprei.

L’indagine è stata condotta con tecnica mista CATI-CAMI-CAWI su un campione di 1200 soggetti maggiorenni residenti in Italia (4500 non rispondenti) tra il 22 e il 27 giugno 2022. Il campione è stratificato per zona e prevede quote per età e sesso. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,8% a un intervallo di confidenza del 95%.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.