Giuseppe Conte rompe il silenzio dopo la scissione subita dal suo Movimento 5 Stelle, una diaspora di 62 parlamentari capitanati dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha traslocato con i suoi fedelissimi nel gruppo ‘Insieme per il futuro’.

L’ex premier si è fermato a parlare con i giornalisti al termine del vertice grillino straordinario di oggi, tenuto nella sede del partito a Campo Marzio all’indomani dello strappo dei ‘dimaiani’, sottolineando innanzitutto che la tenuta del governo non è a rischio, anzi, “il sostegno a Draghi non è mai stato in discussione”.

Quindi l’attacco alla tesi dell’ex compagno Di Maio, che aveva giustificato l’addio ai 5 Stelle anche per le posizioni del partito sull’Ucraina, sull’Europea e sulla Nato. Al titolare della Farnesina il messaggio è chiaro: “Non dobbiamo chiarire ogni giorno quello che da noi non è mai messo in discussione. Questo vale per la alleanza euro atlantica, per la collocazione europea. Non posso accettare dopo aver fatto per due volte il presidente del consiglio in contesti difficili, in cui venivano delle spinte – quelle sì – che potevano far sorgere dubbi sulla collocazione italiana, ho tenuto sempre la barra dritta, non accetto lezioni”, sono le parole di Conte, come a rinfacciare i trascorsi ben poco atlantisti ed europeisti dello stesso Di Maio.

Tornando infatti alla giornata di ieri al Senato e alla risoluzione di maggioranza sull’Ucraina e sulla fornitura di armi a Kiev, Conte ha sottolineato che “obiettivamente delle istanze elementari in un sistema democratico sono state un poco conculcate. Perché noi chiedevamo né più né meno un ampio coinvolgimento delle Camere, visto che siamo in una crisi, e siamo stati messi in difficoltà, ma il nostro appoggio al governo non è stato in discussione“.

Quanto al Movimento, per Conte “rimarrà la prima forza politica a occuparsi di giustizia sociale, transizione ecologica e digitale, beni comuni e temi che sono l’ossatura fondamentale della nostra missione in politica”.

Mentre sulla leadership da poco riconfermata da una sentenza del tribunale di Napoli, l’ex presidente del Consiglio allontana con forza qualsiasi ipotesi di un passo indietro dopo l’addio di Di Maio. “Per quale motivo? L’uscita del ministro degli Esteri è un fatto di cui non va trascurato il rilievo politico ma rimaniamo forti con inostri valori, ideali e progetto politico“, è la risposta di Conte ai cronisti.

Ad aggiungere ‘veleni’ è quindi il presidente della Camera Roberto Fico, presente alla riunione dei vertici 5 Stelle e uscito con Conte per parlare in conferenza. Secondo il numero uno di Montecitorio la scissione messa in atto da Di Maio “è una operazione di potere e non politica, che è cosa diversa. Ed è stata usata con una strumentalità senza precedenti”, ha spiegato Fico, che si è detto “saldo nel Movimento 5 Stelle negli anni abbiamo costruito a fatica. Ma oggi siamo più forti di prima”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia