“Vi ricordate Anita, la ragazzina di Torino che per settimane ha manifestato davanti alla sua scuola per chiedere di rientrare in classe? Due giorni fa la madre mi ha inviato una lettera. Che mi ha turbato profondamente”. Inizia così il post dell’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Racconta che la mamma le ha segnalato che un sito di informazione scolastica ha pubblicato sui social un post con la dichiarazione rilasciata da Anita ad un giornale: “Preferisco la classe alle vacanze, abbiamo perso troppo tempo”.

Il riferimento è al dibattito in corso sull’allungamento del calendario scolastico al 30 giugno. Tema spinoso che ha fatto storcere il naso a tanti. Sotto al post si è scatenata una raffica di proteste. “Insulti rivolti ad una ragazzina di 12 anni – scrive Azzolina – Fa male ripeterli, ma credo sia necessario. ‘Fatti curare, mandiamola a pulire i bagni, disagio, assistenti sociali, malattia mentale’. E così via. C’è anche chi, questo fa sorridere, ma neanche tanto, la accusa di essere ‘infantile’. Ebbene sì, a 12 anni credo sia consentito. Agli adulti un po’ meno. Tutto questo è vergognoso e desolante”.

Ma a far rabbrividire l’ex ministra è che “la maggior parte dei commenti è stata scritta da docenti. C’è qualcosa che non va, la scuola è IL luogo in cui seminare i valori del rispetto e della tolleranza. Ho sempre difeso la categoria e lo faccio anche stavolta. A patto però che la maggioranza sana non sia anche maggioranza silenziosa. Messaggi come questi vanno rifiutati sempre. E condannati”.

“Penso anche un’altra cosa – continua Azzolina – di cattivi maestri questo Paese è pieno anche e soprattutto fuori da scuola. In questi mesi è stato consentito a chi ha grandi responsabilità, politiche o amministrative, di minimizzare, banalizzare e anche deridere il tema della scuola in presenza, il valore dello studio, la sofferenza di bambini e adolescenti. Questo è il risultato. Ad Anita e alla sua mamma mando un grande abbraccio”.

Intanto i docenti si preparano a incrociare le braccia proprio contro la gestione dell’istruzione da parte del Governo. Il 1 marzo saranno in tanti ad aderire alla protesta che non garantirà lezioni né in presenza né in dad. Le motivazioni sono le seguenti: “Netta contrarietà alle politiche adottate dal governo durante l’intera fase pandemica (…) le politiche di stampo liberista avanzate dal costituendo governo di Mario Draghi, per altro deciso a disconoscere la DAD realizzata con enormi sacrifici di docenti e studenti, prolungando arbitrariamente le lezioni al 30 giugno, siano in totale contrasto con un progetto sociale, culturale e politico che, a partire dalla scuola sia coerente con la Costituzione nata dalla Resistenza, che invita all’inclusione sociale. Le politiche di rigore, tese a colpire lavoratori, disoccupati, pensionati, il ridimensionamento del reddito di cittadinanza, i tagli contro il pubblico impiego in generale e la scuola in particolare, al netto dei proclami sulle assunzioni dei precari, sono e saranno sempre respinti dalla nostra organizzazione sindacale”.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.