“Spendete i soldi del Recovery fund, e fatelo presto”. Si può sintetizzare con questo avvertimento il bollettino mensile diffuso dalla Banca centrale europea, che invita i paesi membri a “usare rapidamente le risorse del Next Generation Eu” prima che l’aumento dei contagi e i nuovi lockdown minino irreparabilmente la ripresa dell’economia.

Dall’istituto di Francoforte, che fino al 2019 era presieduto dall’incaricato premier Mario Draghi, arriva quindi un ultimatum alla formazione del governo italiano, da giorni bloccato nella crisi e appeso al sottile filo delle consultazioni in corso con i partiti.

“Serve rilanciare la crescita con riforme e investimenti”, è il monito dell’istituto, che batte in particolare sugli obiettivi a lungo termine come la gestione dei cambiamenti climatici e la promozione della digitalizzazione e si è detto anche pronto ad “adeguare tutti gli strumenti a disposizione” per continuare a garantire “un ampio stimolo monetario”. Una rivisitazione del “whatever it takes” che rese famoso Draghi nel 2012 quando si trovò a gestire la crisi dell’euro.

Nella nota viene dato ampio risalto alla campagna di vaccinazione, vista come “un traguardo importante nel processo di risoluzione della crisi sanitaria in atto”. Sanitaria, ma anche monetaria, dato che la pandemia comporta rigide misure di contenimento che “in molti paesi dell’area stanno minando l’attività economica”.

A soffrire è in particolare il comparto dei servizi, visto che secondo la Bce il settore manifatturiero “continua a evidenziare una buona capacità di tenuta”. L’istituto raccomanda comunque l’erogazione di “formazione e assistenza” nella ricerca di un impiego ai lavoratori che percepiscono sussidi “al fine di agevolare la mobilità professionale”.

Secondo le previsioni degli esperti dell’Eurosistema, che hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita del Pil per il 2021 e al rialzo quelle per il 2022, il Pil dell’area euro dovrebbe registrare una contrazione del 2,5% nell’ultimo trimestre del 2020 a cui seguirà una fase di “stagnazione” nel primo trimestre 2021. Una revisione coerente con il crescente pessimismo sulle prospettive a breve termine causato dai nuovi lockdown, che verrebbe attenuato nel medio termine “da un avvio sicuro e riuscito del processo di vaccinazione”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.