Non c’è solo l’Ucraina, e quindi l’aggressività russa, a preoccupare Washington. Un nuovo segnale preoccupante arriva dal Pacifico, dove la Cina ha deciso di ‘mostrare i muscoli’ agli Stati Uniti in risposta alla visita di una delegazione del Senato americano sull’isola di Taiwan, che il regime di Pechino considera una “provincia separatista”, ovviamente non riconosciuta come Stato indipendente. 

Così non è mancata una risposta militare, col Comando del teatro orientale delle Forze armate cinesi che ha organizzato in occasione della visita della delegazione di senatori statunitensi un pattugliamento combinato di forze aeree e navali con prontezza al combattimento nello Stretto di Taiwan. 

Iniziativa che il portavoce del comando, Shi Yi, ha chiaramente definito una risposta “ai messaggi sbagliati che di recente gli Stati Uniti hanno diffuso in merito alla questione taiwanese”.

Messaggio sbagliato che è appunto la visita delle delegazione americana, guidata dal senatore Lindsey Graham della Carolina del Sud (e che comprende Robert Menendez, Richard Burr, Robert Portman, Benjamin Sasse e Ronny Jackson) che ha incontrato questa mattina la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen, e, successivamente vedrà il ministro della Difesa dell’isola. 

Nel corso dell’incontro il senatore Robert Menendez ha tenuto un discorso elogiando la democrazia di Taipei e il suo status globale di produttore di semiconduttori e ha avvertito delle conseguenze se tale status fosse messo a repentaglio. La sicurezza di Taiwan “ha un impatto globale“, ha detto Menendez, sottolineando poi di non cercare “alcun conflitto con la Cina“.

Presidente di Taiwan che ovviamente ha accolto favorevolmente la visita della delegazione statunitense, legandola al conflitto in corso in Ucraina e ai timori di una aggressione cinese a Taipei. “L’invasione russa dell’Ucraina ha dimostrato che le democrazie devono rafforzare le loro alleanze e che possiamo difenderci collettivamente dalle minacce poste dalle nazioni autoritarie che cercano di interrompere la pace regionale”, è stato il messaggio.

Parole che sono arrivate chiaramente a Pechino, che ha minacciato tramite il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, l’adozione di “misure efficaci” per salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale del Paese. Cina che ha ribadito ancora una volta la “ferma opposizione” a ogni scambio ufficiale tra Taiwan e Stati Uniti.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia