Anan Khalaili non ha passato le visite mediche con l’Inter, dunque non potrà essere tesserato con i nerazzurri. A comunicarlo è stato il presidente Giuseppe Marotta insieme al tecnico Cristian Chivu nella conferenza stampa di presentazione della stagione: “Abbiamo appreso poco fa una notizia. Avevamo negoziato l’arrivo di Khalaili ma il giocatore non ha superato la visita di idoneità. Non posso dire altro per questione di privacy, ma in Italia la legge sulla salute è molto severa. Non è una ricusazione dello staff medico dell’Inter ma del Coni“.

L’acquisto flop

Khalaili, giovane esterno israeliano di 21 anni, era stato prelevato qualche giorno fa dall’Union Saint Gilloise e si era già sottoposto a dei primi accertamenti medici non appena giunto in nerazzurro. Il Coni ha poi richiesto degli approfondimenti, che hanno dato esito negativo. Dunque il calciatore non potrà giocare per l’Inter o per altri club italiani. A riguardo Marotta ha commentato: “E’ una situazione di causa di forza maggiore, dobbiamo solo attenerci. Con grande rammarico vi comunico questa cosa, è una notizia che ci crea grande dispiacere. Ora dobbiamo subito pensare ad un’eventuale alternativa“.

Le alternative

Questa non ci voleva per l‘Inter che ora sarà costretta a virare su altri profili. Quello più gettonato sembrava Guela Doué,  calciatore francese naturalizzato ivoriano, difensore dello Strasburgo, che però ha un costo elevato: si parla infatti di non meno di 45 milioni, cifra ritenuta elevata tra le mura della Pinetina. Dunque, salvo clamorosi ribaltoni, non sarà nemmeno lui il proprietario della fascia destra nerazzurra. Dopo il clamoroso salto dell’acquisto di Khalaili, che si aggiunge agli obiettivi sfumati (Nico Paz e Palestra) ora Ausilio e Marotta dovranno dunque ricominciare da capo, con il mercato che è già a metà del suo corso.

L’attacco a Palestra

Proprio contro Marco Palestra, 21 anni, da poche settimane ufficializzato dal Chelsea, si è scagliato lo stesso Marotta: “Palestra è venuto meno a un impegno vergale con l’Inter. L’agente ha scelto un’altra strada e ci siamo dovuti arrendere”. Secondo Marotta, esperto nel mercato a parametro zero dove con ingaggi più alti rispetto alla concorrenza è riuscito negli anni a portare in nerazzurro giocatori di primo piano, l’agente di Palestra “poteva indicargli una strada diversa ma così non è stato”. In sintesi poteva convincere il suo assistito a rinunciare all’ingaggio monstre offerto dal Chelsea (quasi il doppio rispetto a quello offerto dai nerazzurri).

“L’accordo con l’Atalanta era già raggiunto”, precisa Marotta. “Sarebbe stata una scelta di vita, che può essere criticabile o meno. Quando ci si avvicina a certi giocatori – dice ancora il presidente nerazzurro – le quotazioni schizzano in alto e l’Italia non ha la possibilità di fare operazioni irrazionali. Dobbiamo fare operazioni razionali. Non siamo competitivi come le squadre inglesi, ma possiamo recitare un ruolo da protagonisti usando la creatività”.