“Stiamo entrando nella fase D: quella del contagio elevatissimo. Se dovessimo avere 1.000 contagi al giorno e 200 guariti andiamo in lockdown“. E’ quanto annuncia il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì.

Per De Luca “siamo di fronte a un’aggressione mediatica alla Campania. C’è gente che cerca di nascondere propri limiti o i propri errori appendendosi alla Campania. Ce lo aspettavamo, sapevamo che sarebbe stato così, nessun problema”. “Ho detto a nostri dirigenti – ha aggiunto – di non farsi distrarre dalle stupidaggini e di pensare a lavorare e ad affrontare i problemi che sono seri”.

Il governatore commenta la situazione d’emergenza che sta attraversando la regione da diverse settimane e conferma che anche oggi il bilancio dei positivi è superiore alle 700 unità. “Con un aumento dei tamponi si crea il paradosso che più tamponi, più positivi e più persone in isolamento domiciliare e si pone il problema del personale: abbiamo oggi oltre 700 positivi, per fortuna senza sintomi ma li devi porre in isolamento domiciliare” ha spiegato ribadendo che “con l’incremento di 800 positivi al giorno è lockdown. Voglio essere chiaro su questo: arriviamo alla chiusura di tutto perché se abbiamo 750 contagi il quadro cambia. L’obiettivo a cui puntiamo è avere più o meno un equilibrio tra nuovi contagi e persone dichiarate guarite”.

“Avremo un aumento di positivi ma se non c’è personale per seguirli a domicilio, allora faremo i conti con le difficoltà. Paghiamo il fatto che la Campania è la regione in Italia che ha il personale più ridotto rispetto ai cittadini” sottolinea De Luca.

“Con 20mila tamponi al giorno – aggiunge – non è che abbiamo risolto i problemi ma rischiamo di aggravare i numeri perché stiamo cercando i positivi. Non facciamo tamponi a casaccio ma stiamo seguendo il contact tracing dei positivi tra agosto e settembre e quindi avremo un aumento” dei numeri.

LA FILA AL FRULLONE – Sul servizio andato in onda giovedì sera, 8 ottobre, nel corso della trasmissione ‘Piazza Pulita’ su La7 e relativo alle lunghe file, a partire dall’alba, presso la sede dell’Asl Napoli 1 Centro, De Luca chiarisce: “Un’emittente nazionale ci ha mostrato settecento persone in fila per un tampone, in attesa da ore. Ebbene, alle 11 l’area era già libera, tranne due pappagalli seduti sull’aiuola che andavano multati”. Le criticità – secondo il governatore – nascono dalle persone che si recano senza prescrizione medica. Le persone che si prenotano sulla piattaforma online, 300 al giorno, fanno subito il tampone. Chi viene su propria iniziativa è ovvio che crea una lunga coda”.

JUVE-NAPOLI – Sulle polemiche relative alla mancata partenza della società di Aurelio De Laurentiis per Torino, De Luca è chiaro: “Le Asl Napoli 1 e Napoli 2 hanno fatto esattamente quello che prevede la legge”, a fronte del protocollo Figc che “è un atto privato e che non conta niente dal punto di vista della legge e della sanità”.

Le Asl “hanno fatto quello che prevede la legge e che prevede il Ministero della Salute, cioè mettere in isolamento domiciliare i contatti stretti per fare i tamponi e per assicurarsi, dopo i tempi di incubazione, che quelli controllati siano negativi. E’ intervenuta una complicazione, cioè che la Figc fa un protocollo in deroga rispetto alle disposizioni del Ministero e della Regione relative ai positivi, e qui si apre un piccolo polverone. I giocatori dal punto di vista della sanità sono sottoposti alle stesse regole di tutti i cittadini italiani, e dunque il Napoli non parte perché messo in quarantena dalle Asl”.

Poi una battuta rivolta alla società bianconera: “Abbiamo evitato di contagiare Ronaldo, da Torino avrebbero dovuto ringraziare il Napoli e le Asl. Avessero fatto la stessa cosa del Genoa, tutti positivi di virus e di spirito a fare la partita di pallone, e poi magari dopo una settimana Ronaldo positivo, avremo conquistato i titoli del New York Times per la gloria d’Italia”.