La questione delle carceri, dei detenuti e delle scarcerazioni al tempo del coronavirus ha assunto importanza centrale durante l’emergenza della pandemia. Sia a livello mediatico, dopo le rivolte di inizio marzo a causa della sospensione dei colloqui telefonici; sia a livello amministrativo, dopo le dimissioni del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; sia a livello politico, con l’esplosione dell’affaire Bonafede-Di Matteo e il decreto scarcerazioni.

Sulle carceri vedo troppe polemiche diversive e parole senza senso“, lamenta sul tema il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello. “Le decisioni dei magistrati di sorveglianza e magistrati di merito – continua – devono essere accettate. Non credo che i circa 200 Magistrati coinvolti in tutt’Italia, sia negli arresti domiciliari che in detenzione domiciliare per detenuti malati, siano tutti eversori delle leggi italiane. Credo che anche loro siano servitori dello Stato al pari di tanti altri magistrati vocianti da diversi pulpiti”.

Nella stessa nota il Garante fa sapere: “In queste settimane di emergenza Covid-19, l’Ufficio del Garante campano dei detenuti ha intensificato i colloqui telefonici con gli stessi, i protocolli di intesa col le Asl e le iniziative sanitarie per ogni Istituto, sia per la quarantena fiduciaria per chi arriva da fuori, sia per gli spazi di isolamento sanitario per casi sospetti o eventualmente positivi. Ad oggi, in Campania sono presenti 6401 detenuti, di cui 298 donne. Da marzo ad oggi, sono state 920 le persone ad aver ottenuto gli arresti domiciliari o la detenzione domiciliare. Dopo aver consegnato in tanti Istituti 25 lavatrici, in data odierna sono pervenuti, sia nel carcere di Bellizzi Irpino che Fuorni n 8 pozzetti, n 30 phon e n 4 fornetti”.