Nonostante la pioggia battente migliaia di persone si sono ritrovate davanti al Memoriale della Shoa a Milano per manifestare la propria solidarietà e vicinanza alla senatrice a vita Liliana Segre, recentemente minacciata e finita sotto scorta. Presenti anche i figli Luciano, Alberto e Federica Belli Paci, della parlamentare che da ragazzina venne deportata ad Auschwitz. Liliana Segre ha invece seguito da casa l’iniziativa facendo recapitare ai presenti parole di grande commozione.

Secondo il Partito Democratico milanese questa sera in piazza erano presenti 5mila persone per il presidio “Milano non odia. Insieme per Liliana Segre“. “Davanti al Memoriale della Shoah, abbiamo voluto stringerci in un abbraccio collettivo alla senatrice, in tanti oltre ogni steccato, per dimostrare che siamo di più e più forti di chi vorrebbe farci ripiombare nell’oscurità del passato, un passato che abbiamo sconfitto con i valori della democrazia e dell’antifascismo, scolpiti nella nostra Costituzione” ha spiegato la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani che ha letto dal palco una testimonianza della senatrice Segre sui giorni della Liberazione da parte di americani e russi del campo di Auschwitz.

Non grideremmo al lupo, se il lupo non ci fosse“. E per “lupo” si intendono fascismo e razzismo. Sono le parole dell’assessore alla Cultura della Comunità ebraica milanese, risuonate davanti al Memoriale della Shoah di Milano, alla manifestazione in solidarietà di Liliana Segre, a cui hanno partecipato almeno 5 mila persone. Convocato da “Bella Ciao Milano”, Anpi, Aned, Pd e con l’adesione di una trentina di sigle dell’associazionismo (dalle Acli all’Arci, fino ai sindacati confederali), al presidio non c’erano bandiere di partito, su richiesta della famiglia della senatrice a vita.

La nostra presenza al Memoriale della Shoah, in particolare al Binario 21, ha un significato preciso – accanto alla forte e incondizionata solidarietà alla senatrice Liliana Segre per le gravi minacce che ha subito e che patisce – affinché l’orrore dell’Olocausto non sia più piegato alla logica dello scontro politico”. Così Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera e consigliere comunale a Milano, partecipando con una delegazione azzurra all’iniziativa.

“La pagina più indegna della nostra storia – ha detto Gelmini – ha bisogno di essere ricordata e spiegata, a nessuno sia permesso di rileggere in modo strumentale quei drammi. Proporre parallelismi storici o penose classifiche fra le tragedie che hanno sconvolto la storia più recente dell’umanità è oltraggioso per chi ha sofferto e non serve ad una lettura seria e trasparente di quelle pagine. Pensiamo ai nostri figli e impegniamo le migliori energie per difendere i valori della libertà, della tolleranza, del dialogo. Ricordare la stagione dell’odio e dello sterminio può rafforzare i valori che hanno visto nascere la nostra Repubblica, valori per i quali ciascuno di noi si sente impegnato. Il rispetto e la gratitudine per Liliana Segre – conclude – devono avere, sempre, il posto che meritano nei nostri cuori”.

 

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