Ristoranti e fase 2. Confcommercio presenta alla Regione la sua proposta di protocollo per la riapertura e Confesercenti chiede di accelerare sui tempi. Quello di Confcommercio è un lavoro svolto con il contributo di un virologo dello Spallanzani di Roma e che chiede procedure più semplificate rispetto a quelle proposte dagli chef stellati. “Data per scontata la stima e il rispetto per le eccellenze del territorio campano, esprimiamo il totale dissenso dal piano di protocollo presentato dallo chef Gennaro Esposito e dal suo gruppo, in quanto in assoluta controtendenza rispetto alla necessità di semplificazione che da più parti si è evidenziata – osserva Massimo Di Porzio, presidente File Confcommercio Campania – Noi rappresentiamo tante piccole realtà che non riuscirebbero mai ad adeguarsi alle prescrizioni di quel documento”.

La proposta in questo caso è di semplificare le procedure, escludendo ad esempio che il ristoratore debba richiedere informazioni sui clienti e lasciando che a uno stesso tavolo prendano posto gli avventori che hanno prenotato insieme o che arrivano insieme. Gli altri punti riguardano il distanziamento sociale di un metro, anche dei tavoli e laddove (come per esempio tra chef o pizzaioli, o tra personale di sala e clienti) non è possibile utilizzo di mascherine; l’utilizzo dei guanti laddove necessario (non per il personale i cucina che dovrà invece sanificare spesso le mani); la disinfezione assicurata quotidianamente dall’azienda; la gestione degli approvvigionamenti in modo da evitare l’assembramento dei fornitori. “Si consentirebbe a tutti di riaprire in sicurezza evitando inutili ulteriori aggravi burocratici che danneggiano il settore”, ha concluso Di Porzio.

Intanto la situazione per le attività che hanno cominciato la fase di riapertura comincia a dare risultati positivi. La riapertura delle pizzerie è salita al 50%, con il delivery e l’asporto che stanno dando buoni frutti. «Sono boccate d’ossigeno per far ripartire l’economia in aziende che hanno avuto zero introiti in quasi due mesi – spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania – Ma la ripresa vera dell’economia resta lenta”. Troppe le incertezze su quando e con quali regole riaprire. “Avremo bisogno di 7-10 giorni di preavviso per pianificare la riapertura e riavviare le attività: manutenzione, rifornimenti, sanificazione e tutto il resto – conclude Schiavo – Auspichiamo una maggiore rapidità nelle linee guida che il governo deve darci”.