Lockdown sì, lockdown no. E chi ci capisce è bravo. Soprattutto se a non essere trasparenti sono le voci che arrivano dal ministero della Salute. Non soltanto, quindi, le diatribe sulle zone Gialle, Arancioni e Rosse. Assegnazioni basate su un algoritmo che mette insieme 21 parametri ma che non basta a mettere fine a giorni e giorni di polemiche tra governatori e governo, oltre a virologi, esperti e ordini dei medici. E mentre questi litigano, e le immagini di assembramenti nelle strade e delle file agli ospedali viaggiano sui social, l’incubo di una nuova chiusura a livello nazionale torna puntuale e viene rilanciata continuamente come argomento di dibattito. Per esempio, a distanza di neanche 24 ore, a esprimere visioni opposte sono il viceministro del ministero della Salute Pierpaolo Sileri e il consulente dello stesso dicastero Walter Ricciardi.

IL VICEMINISTRO –  “Escludo un nuovo lockdown nazionale – ha detto ieri Sileri a SkyTg24 – salvo che i dati di domani e dopo domani non mostrino in tutte le regioni, in maniera omogenea, una rincorsa al virus non fattibile e dei posti letto, non più presenti per cui altre regioni debbano diventare di colore rosso. Con 21 sistemi regionali rossi è chiaro che è un lockdown nazionale, ma è francamente molto improbabile”. E quindi il vice ministro ha aggiunto: “È verosimile, invece, che altre Regioni meritino un innalzamento di livello di guardia e diventino arancioni e qualcuna rossa, ma aspetterei venerdì quando arrivano i dati del report settimanale”.

IL CONSULENTE – “Il lockdown non è scongiurato perché dobbiamo valutare gli effetti – ha spiegato invece Ricciardi sempre a SkyTg24 – Quello che sta succedendo è che in alcune regioni la situazione sta peggiorando, in altre è stabile. Quindi dobbiamo invertire: nelle regioni che stanno peggiorando dobbiamo arrestare il peggioramento – ha sottolineato l’esperto – nelle regioni che sono stabili dobbiamo invertire la curva e farla diminuire. Soltanto quando saremo certi che questo avviene, allora potremo trarne delle conclusioni”.

Ricciardi ha sempre avuto posizioni più restrittive: ha invocato nelle settimane scorse chiusure per le aree più a rischio, per poi tirare in ballo in diverse occasioni un lockdown a livello nazionale. Il suo parere, a quanto pare, nonostante sia consulente, non viene ascoltato dal governo. Qualcuno ha osservato che, considerata questa deduzione, potrebbe anche dimettersi. Nel frattempo toccherà al titolare Roberto Speranza l’impresa di calmare gli animi e conciliare le voci al ministero della Salute.