Per molti napoletani la scorsa è stata una notte in bianco. Diego Armando Maradona – come hanno raccontato anche ai nostri microfoni – per tanti era come un padre, un fratello, un figlio, un amico. Anche il Mastro Presepaio Genny Di Virgilio ha dormito poco. “Sono stato male – dice – stavamo andando via quando l’ho saputo. Mi tremavano le gambe. Per noi napoletani era tutto: ha dato tanto alla città e ai suoi tifosi. È stato brutto brutto”. Quando ha saputo della morte del campione argentino, Di Virgilio si è messo quindi al lavoro, nella notte: ha creato un altro Maradona, con le ali. “Perché come ha sempre volato sui campi di calcio, oggi volerà purtroppo in cielo, tra gli angeli”.

La città ieri ha pianto il suo campione. Il giocatore più forte della storia che a Napoli ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana. Morto a 60 anni, a causa di un arresto cardiorespiratorio. Vecchi e giovani sono scesi in strada: ai Quartieri Spagnoli e allo Stadio San Paolo soprattutto. Di Virgilio è cresciuto con Maradona, ricorda di quando con il padre andava al San Paolo a vederlo giocare. “L’ho incontrato l’ultima volta che è stato a Napoli, ma stava talmente preso che non ho avuto modo di parlargli da vicino”, dice Di Virgilio che da artista ha riprodotto Maradona per anni: ha perso praticamente il conto. La statuina resta infatti una di quelle più vendute nelle botteghe di San Gregorio Armeno. L’ultimo omaggio del Mastro presepaio al campione resterà nello showroom nel centro storico di Napoli.

 

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