Dopo il derby di Torino
Marco Basoccu, il tifoso della Juve si risveglia dal coma: indagine sul lancio di un lacrimogeno forse partito da un poliziotto
Marco Basoccu si è svegliato: l’ultrà juventino aveva avuto un incidente prima del derby della mole che aveva costretto la Lega a posticipare di un’ora la partita, con i tifosi bianconeri che per protesta hanno lasciato lo stadio senza seguire la gara. L’inchiesta della procura coordinata dal pm Paolo Scafi, apre un’indagine per un possibile lacrimogeno lanciato da un poliziotto ai danni del tifoso, facendolo rimanere gravemente ferito. Il punto di forza su cui stanno facendo leva gli inquirenti è che, apparentemente, non sembrerebbe che Basoccu facesse parte dei violenti.
Le decine di immagini acquisite tra droni e telecamere dello stadio, infatti, non lo riprenderebbero mai nell’atto di un gesto illecito nei confronti delle forze dell’ordine. Con queste prove in mano, la procura tende a escludere l’ipotesi che il giovane tifoso sia stato ferito da una bottiglia di vetro, come era stato detto. La prognosi resta riservata, ma le sue condizioni di salute sono in netto miglioramento: ora ha anche riaperto gli occhi dopo giorni di coma, riconoscendo anche i genitori. Questo è ciò che hanno fatto sapere i Viking, gruppo di cui Basoccu fa parte.

I messaggi degli ultrà
Nel frattempo, si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà del mondo ultras. Nelle notti scorse, sono apparsi in diverse città striscioni dedicati a Basoccu. Questo, per esempio, il messaggio degli ultras della Lazio: “Basta falsità, prendetevi le vostre responsabilità. Forza Marco non mollare“. Anche gli ultras del Foggia hanno voluto mostrare la loro vicinanza al giovane. Questo, il messaggio del loro striscione: “Se un ultras cade, il silenzio è di Stato. Marco non mollare“. Poi ancora, il messaggio degli ultras del Milan, che hanno esposto la scritta: “La gente nei quartieri lo sa: menzogne, abusi infamità. Tieni duro vikingo lotta da ultrà“.
Il questore di Torino
Il questore di Torino, Massimo Gambino, così ha parlato a La Stampa circa i disordini di Torino-Juventus: “Gli ultras non volevano che la partita si giocasse e minacciavano di fare invasione di campo, noi non siamo stati loro ostaggi. Una partita si può rinviare per motivi di ordine pubblico, ma per noi si poteva giocare. Loro ci hanno minacciato, ma noi abbiamo fatto le valutazioni necessarie e deciso che non ci sarebbe stato nessun rinvio. Non sappiamo da quale oggetto il tifoso sia stato colpito. A ferirlo può essere stato tutto. Ci sono anche dei nostri agenti che sono rimasti contusi, chi alle gambe, chi al costato. Li hanno colpiti con pietre, probabilmente recuperate dalle rotaie del tram che ci sono lì vicino“.
Gli arresti
Sono stati otto gli arresti eseguiti e undici i Daspo emessi a carico dei tifosi della Juve coinvolti, la maggior parte dei questi ai danni dei Viking. Secondo quanto emerso, sarebbe proprio questo gruppo ultras, arrivato da Milano a Torino in auto e pullman, a tentare di raggiungere il corteo granata, e avrebbe preso parte ai disordini scoppiati in piazzale San Gabriele di Gorizia, insieme ad altri ultras bianconeri. I Viking, gruppo storico della tifoseria organizzata bianconera, sono considerati tra i tifosi più oltranzisti della curva juventina, oltre ad essere indicati come vicini ad ambienti di estrema destra.
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