La notizia è di sabato ma la rielezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica, avvenuta al termine dell’ottavo scrutinio che lo ha confermato con 759 voti, divide le opinioni degli italiani. Tra chi la valuta come un’ottima scelta, chi sostiene che sia un risultato che conferma il fallimento delle istituzioni, i cittadini interrogati nella ventosa mattinata di oggi, martedì primo febbraio, all’ombra dei palazzi delle istituzioni, non lesinano lodi ma anche biasimi.

È stato rieletto per un secondo mandato con 759 voti che lo rendono così il secondo presidente più votato della storia dopo Pertini. Era ritenuto da settimane il principale piano B nel caso in cui le trattative per trovare un nome condiviso fossero fallite, come poi è avvenuto: dopo cinque giorni infruttuosi i partiti della maggioranza che sostiene il governo di Mario Draghi – PD, Lega, M5S, Forza Italia e LeU – si erano accordati sulla rielezione di Mattarella nella tarda mattinata di sabato, mentre era in corso il settimo scrutinio.

Giovedì il Presidente giurerà davanti al Parlamento riunito in seduta comune che darà ufficialmente inizio al suo secondo mandato. La sua elezione comporta, di fatto, che tutto rimarrà come prima: il governo di Mario Draghi rimarrà in carica, con la stessa maggioranza. La rielezione di Mattarella però è anche un segnale di debolezza per molti partiti: la maggioranza esce sfilacciata da cinque giorni di discussioni, e questo nei prossimi giorni potrebbe avere delle ripercussioni sulla legislatura. Una sensazione che si è riflessa anche nei cittadini.

“Mattarella è un’ottima persona, è stata la scelta migliore in mancanza di un accordo tra i politici”, commenta qualcuno. “Mattarella é una persona indicatissima per ricoprire questa posizione ma non era l’unica opzione: si è rivelata la miglior scelta vista l’incapacità dei partiti di dialogare“, risponde qualcun altro.

Non mancano tuttavia posizione più decise e dure, anzi sono in maggioranza, e puntano il dito soprattutto verso il comportamento tenuto dai partiti durante questa maratona elettorale: “Obbligare Mattarella a restare è un’offesa. Un 82enne che deve rimanere per altri 7 anni a causa dell’incompetenza del parlamento di eleggere una persona onestà è simbolo della completa sconfitta delle istituzioni“, e ancora: “È encomiabile, ma è anche il segnale che la nostra politica non è in grado di arrivare ad un compromesso. Non sapevano più dove sbattere la testa”.

Riccardo Annibali