“Ho scoperto dalle agenzie che avrebbe votato Mattarella” che era “l’unica ipotesi alla quale tutti i leader del centrodestra avevano detto non con apparente convinzione”. Dopo l’elezione bis di Mattarella al Quirinale e la sconfitta di buona parte dei leader politici, incapaci di trovare un accordo nel corso dell’ultima settimana, Giorgia Meloni in una intervista al Corriere della Sera cristallizza la spaccatura all’interno di una coalizione che già viaggiava su binari diversi. E si prepara, molto probabilmente, ad accogliere gli scontenti di Lega e Forza Italia.

Un primo indizio arriva infatti dai 90 voti presi ieri dal candidato di Fratelli d’Italia Carlo Nordio, ben 27 in più rispetto ai Grandi Elettori del partito. Preferenze probabilmente di protesta contro la linea avuta dal Carroccio e dal partito di Berlusconi.

Fratelli d’Italia è all’opposizione nel governo Draghi, Lega e Forza Italia in maggioranza. E’ anche all’epoca Meloni apprese la decisione dei suoi alleati dalle agenzie. In queste elezioni per il nuovo capo del Colle avevano la possibilità di giocare un ruolo decisivo grazie al numero di Grandi Elettori più alto ma non sufficiente ad eleggere il nuovo inquilino del Quirinale. Ma è andato tutto in fumo.

Meloni non ha capito la scelta di Salvini e della Lega di confermare Mattarella. “Lo trovo incomprensibile” spiega aggiungendo che al momento non ha avuto un colloquio con il leader del Carroccio perché “non credo ci sia molto da chiarire”.

“Mi sembra che abbiano preferito l’alleanza col centrosinistra, sia per Draghi sia per Mattarella. Se per fare una prova manca un terzo indizio, quello è la legge elettorale: c’è chi cercherà di cambiarla in senso proporzionale. Se ci staranno, ci sarà poco da aggiungere, perché con il proporzionale si riproduce la palude degli ultimi governi” aggiunge Meloni.

Secondo il capo politico di Fratelli d’Italia nel centrodestra non si è voluto tentare la partita del Quirinale ”per paura. Non solo dei partiti del centrodestra, ma di tantissimi in Parlamento. Hanno barattato sette anni di presidente della Repubblica con sette mesi di legislatura, o se vogliamo di stipendio”.

Dunque il centrodestra “va ricostruito. Non mi dimentico che nella Nazione milioni di elettori lo chiedono. Inizio dal mio partito, percepisco la solitudine di tanta gente che non ha compreso, che non voleva finisse così”. Meloni spiega che ”noi non siamo solo destra, siamo conservatori, e non di poltrone, come altri… FdI ha già allargato il suo campo d’azione. E i “centristi” non sono una cosa a sé. In tutte le grandi democrazie c’è un partito conservatore e uno progressista, in cui ci sono esponenti che vanno da un estremo all’altro dello schieramento. Quello che negli altri Paesi non esiste è un ‘centro’ trasformista, che può formarsi col proporzionale, spregiudicato e pronto a stare ovunque dove si governa. Questo non può esserci nel nuovo centrodestra che ricostruiremo”.

 

 

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