«Attualmente è in atto nuovo studio della movida romana per rimodulare i servizi in relazione alle riaperture del dopo pandemia. Scenari diversi oggi rispetto a due mesi fa e diversi da quelli che ci saranno nei prossimi mesi». Lo ha detto il nuovo questore di Roma Mario Della Cioppa in merito alle problematiche legate alla movida violenta. «Siamo presenti in tutte le aree in cui c’è movida e questo è il frutto di una rimodulazione periodica dei servizi fatti con la prefettura in composizione interforze e con la polizia locale. Questi servizi hanno permesso di intervenire in tutti gli scenari in cui si sono verificati fatti riportati dalla stampa, ma tanti altri non diventano fatti proprio perché c’è stato l’intervento».
CONTROLLO DEL TERRITORIO
È in corso una nuova analisi del territorio per individuare aree di maggior bisogno a Roma per rilanciare quello che per me è un mantra: la polizia di prossimità che serve per tentare di prevenire reati». Lo ha detto il nuovo questore di Roma Mario Della Cioppa presentandosi. «La polizia di prossimità – ha spiegato Della Cioppa – non è solamente il poliziotto di quartiere, ma il confronto con la gente. C’è massima attenzione per aree che sono o appaiono in sofferenza».
LA SOLUZIONE DEI RADICALI
«Con il progressivo allentamento delle misure di restrizione per il contenimento del contagio da Covid-19, in virtù anche della campagna vaccinale e con l’approssimarsi della stagione estiva, era ampiamente prevedibile che le strade sarebbero tornate a popolarsi di giovani in libera uscita. Le risse e i feriti di questi ultimi due fine settimana testimoniano l’assoluta assenza della politica e del tentativo di governare quanto sarebbe stato prevedibile prevedere», così in una nota Leone Barilli, segretario di Radicali Roma. «Continuare ad affrontare l’ordine pubblico attraverso divieti e chiusure serve solo ad esasperare gli animi: le istituzioni assumono il ruolo di ‘nemicò piuttosto che quello di autorità capace di risolvere i problemi governando i fenomeni. È ora di superare l’approccio securitario, rivelatosi del tutto fallimentare, e convocare gli Stati Generali della Notte sull’esempio delle migliori pratiche europee».  «In Italia si stima che l’economia della notte valga circa 70 miliardi di euro: Roma deve uscire dal provincialismo in cui è piombata e tornare ad essere città dell’innovazione e della sperimentazione anche e soprattutto sul fronte delle politiche urbane – prosegue Barilli -. Per questo, come Radicali Roma, il prossimo 10 giugno depositeremo 3 delibere di iniziative popolari per Roma Anti proibizionista, la nostra campagna che mette al centro un cambio di paradigma sulle politiche urbane per il contrasto alla criminalità organizzata, per il diritto alla salute, e per lo sviluppo e l’occupazione», conclude.

Sofia Unica