Piazza del Plebiscito, a Napoli, invasa dai taxi. Circa un centinaio di tassisti stanno protestando contro le norme anti-covid emesse dal governo e dalla Regione Campania. La manifestazione è cominciata stamattina. Gli autisti arrivano da diversi parcheggi della città. Le loro richieste vanno dai ristori immediati, a una revisione dell’ultimo dpcm, e quindi delle chiusure di ristoranti alle 18:00, di teatri e cinema. Secondo molti appartenenti alla categoria, proprio queste ultime misure hanno cancellato le ultime possibilità di guadagno.

“Durante i turni serali siamo quasi sempre ai parcheggi”, spiega un rappresentante dei tassisti all’Ansa. E alcuni sollevano delle perplessità, nonostante lo smart-working e la chiusura delle scuole “c’è un mistero – dicono – il traffico è sempre quello di una volta”. Sono 2.478 le licenze attive a Napoli. “Ho lavorato al 50 per cento ma i costi per me sono rimasti uguali. Ho tenuto botta in questi mesi ma ora, in queste condizioni, non conviene neanche più uscire: solo spese e zero guadagni”, dice Gennaro.

Sempre all’Ansa, un altro racconto di circa un centinaio di imprese familiari sono in difficoltà, non hanno più le risorse per pagare i premi assicurativi o semplicemente per mettere la benzina. “In queste condizioni non arriveremo a fine novembre, anzi arriveremo a due settimane” dicono i tassisti. Altro tema al centro della contestazione: l’abusivismo. Centinaia gli autisti privi di licenza che esercitano la professione, diffondono il proprio contatto, offrono un servizio anche a prezzi al ribasso. “Ormai è una concorrenza sleale insostenibile. Loro non pagano nulla”, hanno denunciato i manifestanti.

Il governo intanto annuncia in 10 giorni le erogazioni del Decreto Ristori. Oltre a indennizzi per lavoratori atipici, stagionali, lavoratori del mondo dello spettacolo, è allo studio un provvedimento per sostenere i tassisti. Prorogata la cassa integrazione. “Stiamo facendo tutto il possibile per essere rapidi e per non lasciare fuori nessuno”, ha detto Laura Castelli, viceministro dell’Economia e delle Finanze. “Questi soldi vengono da recuperi di risorse che stiamo riprogrammando: si tratta di una cifra di 4/5 miliardi”.