Alexei Navalny “sta morendo, nelle sue condizioni è questione di giorni”. L’allarme, serissimo, è lanciato dalla portavoce dell’oppositore russo di Vladimir Putin, Kira Yarmysh, mentre il leader del fronte avverso allo ‘Zar’ è in sciopero dalla fame ormai dal 31 marzo scorso.

Un gruppo di medici, a proposito dei rischi di salute di Navalny, ha spiegato infatti che l’oppositore di Putin rischia un arresto cardiaco “in qualunque momento” e chiedono di poterlo vedere in carcere. Il punto, spiegano, è che il potassio nel sangue ha raggiunto “livelli critici”, il che implica funzioni renali compromesse, sia che “problemi di ritmo cardiaco potrebbero avvenire in qualunque momento”.

Navalny poco prima dell’appello lanciato dalla sua portavoce aveva anche raccontato su Instagram di esser stato minacciato dal personale carcerario dell’imposizione di un’alimentazione forzata usando “la camicia di forza e altri piaceri”.

Come noto Alexei Navalny è stato arrestato il 17 scorso, al suo ritorno in Russia dopo cinque mesi trascorsi in Germania per le cure a seguito dell’avvelenamento per il quale l’oppositore di Putin accusa il Cremlino. Navalny sta scontando una condanna a due anni e mezzo per accuse di appropriazione indebita nella colonia penale di Pokrov, circa 100 chilometri a est di Mosca, nota per le sue condizioni molto dure.

Lo scontro tra il blogger e politico anti-Putin e Mosca non si è fermato durante la reclusione, anzi. Navalny ha chiesto infatti di poter esser visitato in carcere dal suo medico per ottenere un trattamento appropriato per dolori alla schiena nonché intorpidimento a gambe e mani. Ma dal momento che continua a essergli negato ha avviato il digiuno. Secondo Navalny, la sua richiesta viene respinta perché le autorità temono che dalla visita da un medico civile “potrebbe emergere che la perdita di sensibilità agli arti possa essere dovuta ad avvelenamento”.

Prosegue anche la campagna del regime di Putin contro di lui: venerdì la procura di Mosca ha annunciato di avere chiesto al tribunale di dichiarare il Fondo anti-corruzione di Navalny un gruppo estremista. Una denominazione che potrebbe portare gli organizzatori delle attività del gruppo a pene fino a 10 anni di detenzione. L’accusa, per la procura, è che “gli obiettivi delle loro azioni sono di creare le condizioni per cambiare l’ordine costituzionale, anche usando uno scenario di rivoluzione colorata”, espressione con cui si indicano le rivolte popolari.

A spendersi per Navalny anche il presidente degli Stati Uniti. Interrogato sul peggioramento delle condizioni del dissidente russo, Joe Biden ha detto ai giornalisti: “È totalmente ingiusto e totalmente inappropriato. Sulla base di avere avuto un avvelenamento e poi su uno sciopero della fame”.

Quanto all’Unione Europea, il caso Navalny sarà sul tavolo dei ministri degli Esteri europei lunedì. E intanto l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, è tornato a chiedere il “rilascio immediato e incondizionato” di Navalny, aggiungendo la richiesta di “garantirgli immediato accesso ai medici professionisti in cui ha fiducia”

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia