“Una decina di giorni fa anch’io sono risultata positiva al Covid-19 (sintomi lievi e sto già bene, naturalmente a casa). Non saprò mai con certezza dove sia avvenuto il contagio, ma di una cosa sono sicura: esistono ‘zone franche’ in cui è impossibile difendersi, zone dove persino il cittadino più scrupoloso è impotente”.

È il racconto di Giulia Bongiorno, avvocato penalista e senatrice della Lega, a Repubblica. “Il ministro Bonafede non solo non ha protetto noi che lavoriamo in tribunale durante la prima ondata di Covid-19, ma non ci protegge nemmeno adesso – accusa la Bongiorno. – In attesa della seconda ondata, ampiamente prevista, avrebbe avuto tutto il tempo di approntare le strategie e le risorse necessarie per metterci in condizione di lavorare in sicurezza – aggiunge l’avvocato – Invece, mentre il Covid galoppa nei Tribunali e nelle carceri, il ministro si occupa dei problemi interni al Movimento 5 Stelle e rilascia interviste sul ruolo delle opposizioni. Dunque, parafrasando il titolo di un vecchio film inglese, Grazie, signor ministro“.

La Bongiorno era già stata protagonista di una dura polemica col Guardasigilli quando il 3 ottobre scorso rimase ferita nel corso dell’udienza preliminare nell’ambito del procedimento sul caso Gregoretti contro Matteo Salvini. Nell’occasione una lastra di marmo si era staccata dal muro al quale era appoggiata l’avvocato, colpendola alla caviglia costringendo all’intervento del personale medico.

“Ditemi voi se è normale. Ovviamente la responsabilità non la do al Presidente del Tribunale piuttosto chiederò al ministro Bonafede se è normale che in un tribunale si stacchino lastre di marmo sulle gambe degli avvocati presenti. Penso che si chiuderà un processo e se ne aprirà un altro”, disse Salvini dopo l’incidente.