Col combinato disposto di due norme, la legge di Bilancio e il decreto del 7 gennaio che inasprisce le regole sulla certificazione verde, servirà il Green pass obbligatorio per il reddito di cittadinanza.

Se infatti la prima ha introdotto la decadenza del reddito se non ci si presenta ai centri per l’impiego per i colloqui lavorativi, col dl del 7 gennaio il governo Draghi ha disposto l’obbligo di certificazione verde base per entrare negli uffici pubblici.

Risultato? Chi non potrà recarsi nei centri per l’impiego perché non in possesso del Green pass vedrà decadere il sussidio mensile, che attualmente raggiunge circa 1,3 milioni di nuclei familiari, tre milioni di persone, di cui il 30% ritenuto occupabile e dunque soggetto all’obbligo di frequentare in presenza i centri per l’impiego.

Stando alle analisi sulle vaccinazioni, è possibile che i percettori del Reddito di cittadinanza non vaccinati, sprovvisti dunque del Super Green pass, siano inferiori al 10 per cento, dunque circa 100mila beneficiari. Per poter accedere negli uffici pubblici basta ovviamente un tampone rapido negativo, che però per chi è già in difficoltà economica equivale ad un esborso da ripetere ogni 48 ore non sostenibile.

LE ESENZIONI NEL PROSSIMO DPCM – Maggioranza che è al lavoro per trovare la quadra sul prossimo Dpcm che firmerà il premier Draghi sulle eccezioni all’obbligo di esibire la certificazione verde Covid-19 per l’accesso ad alcuni servizi e attività commerciali a partire dal primo febbraio.

Tra queste figurano, come filtra dall’esecutivo, i supermercati, edicole, farmacie, caserme dove poter sporgere denuncia se si è vittime di un reato, ospedali, ambulatori del medico di base o il veterinario. Saranno consentite dunque esigenze alimentari (ma non nelle attività di somministrazione, come i bar e ristoranti) e quelle sanitarie, oltre a quelle di giustizia e pubblica sicurezza.

A differenza dei provvedimenti di chiusura presi durante la prima ondata di contagio da Coronavirus, quelli firmati dal governo Conte, il Dpcm che verrà approvato non ruoterà attorno ai codici Ateco: il criterio sarà quello della urgenza e della indifferibilità.

Un esempio? Per le esigenze sanitarie “urgenti e indifferibili” sarà consentito l’ingresso senza Green pass in farmacie, cliniche, ospedali, ambulatori, veterinari. Ma se un cittadino vorrà andare dal proprio dentista per questione estetiche, come uno sbiancamento dei denti, il criterio di “urgenza” non potrà essere applicato.

Maggioranza che però si è divisa sul numero limitato di eccezioni. Per il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, della Lega, la lista dovrebbe essere più ampia. Secondo il Mise infatti dovrebbe coincidere con quelle individuate da uno degli allegati del Dpcm del 2 marzo dello scorso anno, che indicava secondo i codici Ateco le attività che rimanevano aperte anche in zona rossa.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia