Il grido d’allarme è di quelli che non possono passare inascoltati. La situazione negli ospedali campani, con la Regione che da lunedì entrerà ufficialmente in zona rossa, è di grave difficoltà. 

Ad ammetterlo è il sindaco di Calvi Risorta (Caserta) Giovanni Lombardi, non solo massima autorità sanitaria cittadina ma anche in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus come rianimatore all’ospedale Cotugno di Napoli. 

Dopo un turno di 12 ore al pronto soccorso Lombardi ha lanciato l’allarme in un post su Facebook pubblicato in piena notte: “Da stamattina la centrale operativa regionale di smistamento non è riuscita a trovare né un posto di terapia intensiva né di sub-intensiva in nessun ospedale della Campania. Questo significa che siamo costretti a lasciare pazienti critici in reparti non intervenistici per mancanza di posti letto.”

Il motivo? Secondo Lombardi sta nella variante inglese, più aggressiva “ed in grado di colpire anche i giovani, i ventilatori scarseggiano e, per ridurre la pressione sugli ospedali, urge un nuovo e serio lockdown perché, al momento, l’assistenza sanitaria non è più garantita”.

LA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI NAPOLETANI – La situazione in peggioramento negli ospedali napoletani è confermata, almeno in parte, dal report pubblicato nel pomeriggio di venerdì, anche se i numeri confermerebbero come al momento Cotugno, Cardarelli e Ospedale del Mare reggono ancora la pressione nonostante il forte aumento dei positivi negli ultimi 10 giorni. 

All’Ospedale dei Colli, che comprende Cotugno, Monaldi e Cto, i 286 posti letto tra intensiva, subintensiva e degenza ordinaria, sono quasi tutti occupati. Secondo il report non c’è pressione al pronto soccorso grazie a un importante turn over che tra dimissioni e trasferimenti riesce a fronteggiare la situazione.

Al Cardarelli venerdì c’erano 112 pazienti covid tra degenza, subintensiva e intensiva, un numero più basso della scorsa settimana quando si era arrivati a 130. Scesa però l’età media che è sui 50 anni, per effetto della variante inglese. In obi covid ci sono 2 pazienti, mentre il terapia intensiva sono occupati 12 dei 14 posti a disposizione. Il Cardarelli regge la pressione anche grazie a trasferimento di Pazienti al II Policlinico. 

All’Ospedale del Mare venerdì c’erano in tutto 56 pazienti covid di cui 9 in terapia intensiva, uno più di giovedì, 8 in subintensiva e 39 in degenza. Al Loreto Mare c’erano 35 i pazienti in degenza e 18 quelli in subintensiva sui 20 posti a disposizione. Al San Giovanni Bosco, ospedale covid con specialistiche, c’erano 32 pazienti covid in degenza sui 39 posti letto disponibili, 6 in ortopedia, 2 in ginecologia, 1 nel nido, 8 in chirurgia e 1 in cardiologia oltre a tre in Terapia Intensiva Cardiologica.

DI MAURO NEGA L’EMERGENZA – Le dichiarazioni allarmanti di Lombardi sono state smentite però da Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. “In relazione alle notizie diffuse in queste ore sulla situazione dei posti letto in Campania, sentita anche l’Unità di crisi Regionale per la realizzazione di misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e la centrale operativa regionale del 118, si smentisce la carenza di posti di degenza sul territorio regionale” dichiara Di Mauro.

“La situazione è sicuramente complessa – aggiunge Di Mauro – e abbiamo registrato, negli ultimi giorni, un aumento della richiesta di posti letto presso le strutture dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, richiesta che ha portato a una saturazione delle degenze di terapia intensiva e sub intensiva presso l’ospedale Cotugno e l’ospedale Monaldi, ma la rete regionale funziona e, grazie ai trasferimenti e al turnover, si riesce a sopperire alla domanda”. “Si smentisce categoricamente, inoltre, che possa venir meno l’assistenza sanitaria nella nostra regione. Da oltre un anno combattiamo contro questo virus e, anche in momenti di grande difficoltà, abbiamo sempre dato il massimo, assistendo tutti nel migliore dei modi. Dichiarazioni allarmistiche e che seminano il panico nella popolazione andrebbero evitate” conclude Di Mauro .

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia