La Campania in zona rossa per evitare di tornare a rivivere le criticità dello scorso mese di novembre 2020. Da lunedì 8 marzo la regione guidata dal presidente Vincenzo De Luca, salvo clamorosi colpi di scena, sarà nella fascia che prevede più restrizioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Oggi, giovedì 4 marzo, l’Unità di Crisi regionale ha inviato i dati dell’ultima settimana alla cabina di regia del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e domani, venerdì 5 marzo, il ministro Roberto Speranza firmerà una nuova ordinanza che dovrebbe inserire in zona rossa oltre alla Campania anche Emilia Romagna e Abruzzo e, probabilmente, anche Lombardia (che con l’ordinanza del governatore Fontana passerà in zona arancione scuro) e Piemonte.

I DATI – Nella settimana tra il 24 febbraio e il 2 marzo, in Campania i casi sono aumentati del 47% rispetto al periodo precedente. Il numero di persone attualmente positive è il più alto in Italia: al momento, stando al bollettino del 4 marzo, i contagiati sono 82.958 (in Lombardia ne sono 72.394, in Emilia Romagna 48.128, nel Lazio 36.043, in Puglia 33.806 e in Veneto 25.604). Negli ospedali la pressione sta aumentando anche se, per il momento, la situazione è ancora sotto controllo. I posti letto occupati in terapia intensiva sono 140 su 656 disponibili, quelli occupati in degenza ordinaria sono 1.357 su 3.160 disponibili tra offerta pubblica e offerta privata.

L’ULTIMO BOLLETTINO – Nel bollettino di giovedì 4 marzo il numero di positivi accertato è di 2.780 (di cui 327 casi identificati da test antigenici rapidi) su 23.988 (di cui 4.102 antigenici). Dei nuovi casi di contagi sono 216 quelli sintomatici mentre il restante è asintomatico o paucisintomatico (sintomi lievi). Le persone decedute sono 40, di cui 21 accertate nelle ultime 48 ore mentre 19 morte in precedenza ma registrate ieri. Negli ospedali, tuttavia, rispetto al bollettino del giorno precedente si registrano 4 pazienti in più ricoverati: tre in terapia intensiva, uno nel reparto di degenza ordinaria. In isolamento domiciliare ci sono ben 81.461. Il tasso di positività è risalti all’11,59%, ieri era al 7,96%, ovvero su 100 tamponi processati più di 11 sono risultati positivi.

LE FASCE IN BASE ALL’INDICE RT – L’indice Rt è così ripartito in base alle tre fasce: in zona gialla si va con Rt inferiore a 1, in zona arancione con Rt compreso tra 1 e 1,25, in zona rossa si entra con indice Rt superiore a 1,25. La Campania la settimana scorsa aveva indice Rt 1,16 e quello di questa settimana non dovrebbe superare l’1,25, tuttavia l’inserimento della regione guidata da De Luca in zona rossa sembra quasi certo a causa di altri fattori: dalla diffusione delle varianti all’elevato numero di attualmente positivi presenti (primi in Italia).

LA SITUAZIONE NEGLI OSPEDALI GESTITI DALL’ASL NAPOLI 1 (DATI AGGIORNATI AL 4 MARZO):

 

PERCHE’ IN ZONA ROSSA – Sarebbero dunque queste le ragioni che dovrebbero portare il ministero della Salute a inserire la Campania in zona rossa da lunedì 8 marzo. De Luca da tempo chiede maggiori restrizioni dopo aver appurato l’inesistenza dei controlli per le strade cittadini e, nel caso in cui la regione dovesse restare in zona arancione potrebbe firmare un’ordinanza ad hoc per collocare in zona rossa l’intera provincia di Napoli e altri comuni a rischio.
La Campania, con le scuole chiuse dal lunedì primo marzo (e almeno fino a metà mese), si è di fatto inserita in zona arancione rafforzato. L’obiettivo è quello di evitare il congestionamento degli ospedali e soprattutto delle terapie intensive che, a novembre scorso, raggiunsero anche i 200 posti letto occupati (oggi siamo a 140 ma il dato è destinato a crescere nei prossimi giorni) mentre i reparti di degenza ordinaria arrivarono a oltre i 2mila pazienti ricoverati. Una scelta preventiva in attesa che la campagna vaccinale decolli definitivamente.

AUMENTO INCIDENZA FASCIA 19-30 ANNI – L’aumento dell’incidenza dell’ultima settimana (dal 22 febbraio al 28 febbraio) è evidente in tutte le classi di età con valori elevati nella fascia di età 14-75 anni. In particolare, ritorna ad avere valori di incidenza alti la classe di età 19-30 anni determinante durante la fase iniziale della seconda ondata per l’aumento del contagio. Ma anche dai 31-45 risulta essere risulta essere aumentata l’incidenza di positività. Poi segue la fascia di età 14-18 e 46-60. Lo attesta il centro studi del Comune di Napoli, che ha pubblicato l’aggiornamento sull’andamento epidemiologico dal 1° agosto 2020 al 28 febbraio 2021. Il lavoro è stato coordinato dal professor Giuseppe Signoriello (unità di Statistica Medica, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli) da Simona Signoriello e Vittorio Simeon con la collaborazione di Francesca Menna, assessore alle pari opportunità, libertà civili e alla salute al Comune di Napoli. In conclusione si attesta che nell’ultima settimana (dal 22 febbraio al 28 febbraio) nella città di Napoli l’incremento dei casi Covid-19 rispetto alla settimana precedente (dal 15 febbraio al 21 febbraio) è stato del 49%. Questo aumento è evidente in tutte le classi di età con valori maggiori nella fascia 14-75 anni. “Il quadro attuale è di estrema attenzione” fanno sapere dal centro studi comunale.

TAMPONI DI MASSA NEI COMUNI PIÙ COLPITI – Si è registrato nelle ultime settimane un fortissimo incremento di positivi in Campania. Questo incremento è connesso alle varianti, soprattutto quella inglese. La Regione ha disposto la realizzazione di tamponi di massa nei Comuni nei quali si sono registrati maggiori incrementi di positivi, in modo particolare quelli dell’area vesuviana, tra i quali Castellammare, Pompei, Torre Annunziata.
Si è deciso di impegnare in un’azione straordinaria il Tigem e l’Asl Napoli1 per rendere quanto più puntuale e capillare l’individuazione delle varianti. E’ un lavoro indispensabile a fronte di una crescita del contagio che rende ormai inevitabile la “zona rossa” in Campania. Si è dato inoltre l’obiettivo di completare nel giro di una settimana la vaccinazione di tutto il personale scolastico.​

LA RESA DEL SINDACO – Lo stesso sindaco di Napoli Luigi de Magistris conferma: “In Campania e anche a Napoli i contagi sono in crescita, purtroppo sono in crescita anche i ricoveri nei reparti ordinari, nelle subintensive e nelle terapie intensive. Credo che la zona rossa sia in qualche modo inevitabile se questo continua ad essere il trend”. Lo ha ribadito il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine del Consiglio comunale di questa mattina. “Mi sembra, guardando i dati degli ultimi giorni – aggiunge il sindaco – che gran parte dell’Italia sia attraversata dalla terza ondata. Mi sembra che si parli di zona rossa, anzi se si hanno dati in questa direzione forse meglio che lo si faccia prima e non dopo per preparaci ad una primavera più tranquilla”.

ZONA ROSSA: I DIVIETI – Tralasciando le scuole, già chiuse in Campania dallo scorso primo marzo, che con il nuovo Dpcm in vigore da sabato 6 marzo a martedì 6 aprile dispone la chiusura di tutti gli istituti scolastici (dall’Infanzia alla Superiori), ecco le regole da seguire:

Spostamenti: in zona rossa non è consentito muoversi neanche all’interno del proprio comune. Ci si può spostare solo con autocertificazione e per i seguenti motivi: lavoro, salute, urgenza.

Visite a parenti e amici: non è più consentito spostarsi per far visita a parenti o amici, nel proprio comune o al di fuori di esso.

Seconde case: in zona rossa è vietato spostarsi verso le seconde case, perché non rientra nei soli motivi autorizzati di lavoro, salute, urgenza.

Bar e ristoranti: bar e ristoranti sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto e per la consegna a domicilio.

Negozi: i negozi sono chiusi. Restano aperte farmacie e punti vendita di beni di prima necessità. Chiusi anche barbieri e parrucchieri.

Passeggiate: è possibile passeggiare intorno a casa, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossando la mascherina.

Sport: Per quanto riguarda lo sport, sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto.

Coprifuoco: Il divieto di uscire di casa, salvo nuove indicazioni dal Governo, resta dalle 22 e fino alle 5 del mattino.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.