Le manifestazioni no-vax e no-Green pass andate in scena in circa 80 città italiane sabato pomeriggio “non erano autorizzate” e il ministero dell’Interno terrà sotto osservazione l’evolversi della situazione. A spiegarlo è stato oggi la responsabile del Viminale, il ministro Luciana Lamorgese, intervenendo a Caserta per una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Nella giornata di sabato erano state infatti migliaia le persone scese in piazza contro l’introduzione, che avverrà il prossimo 6 agosto, del certificato vaccinale come documento indispensabile per accedere in bar e ristoranti al chiuso e altri luoghi pubblici. Manifestazioni scandite da cori contro il presidente del Consiglio Mario Draghi, contro il virologo Roberto Burioni, in cui i partecipanti denunciavano la presenza di una “dittatura sanitaria” nel Paese, equiparando la Shoah, la persecuzione ebraica, alle disposizioni sui vaccini prese dal governo.

Questi ultimi due temi sono stati fortemente stigmatizzati dalla Lamorgese, che ha sottolineato come in Italia non vi sia “alcuna dittatura sanitaria”, così come ogni accostamento tra Green pass e la stella di David usata contro gli ebrei durante l’Olocausto.

Sulle manifestazioni di sabato il ministro dell’Interno ha spiegato: “Guardiamo con attenzione alle manifestazioni dei no-vax, che ricordo non erano autorizzate, anche perché sono stati usati simboli ormai passati; penso alla stella di David”. Quanto ai vaccini, dalla responsabile del Viminale l’appello a vaccinarsi “per superare questa pandemia: tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica, e perché la vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri”

Quanto ad eventuali preoccupazioni relative a future manifestazioni di protesta simili a quelle avvenute sabato, Lamorgese ha spiegato che “stiamo attenzionando con le forze di polizia su tutto il territorio nazionale“.

LE PAROLE DI LILIANA SEGRE – Sull’orribile accostamento tra Shoah e vaccini sono arrivate anche le parole di Liliana Segre, senatrice a vita ma soprattutto superstite dell’Olocausto. “Sono follie, gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza”, ha detto commentando gli slogan, i cartelli e le magliette esposte sabato durante le manifestazioni in circa 80 città italiane.

Parlando a Pagine Ebraiche, Segre non si è detta comunque stupita di quanto vista sabato: “L’uso distorto della memoria è una vergogna che dura da tempo. Dopo aver visto l’adorato viso di Anna Frank usato allo stadio non mi stupisco più. Non dico che sono insensibile, ma mi è venuta una sorta di scorza”, rivela la senatrice a vita.

Condannare chi rifiuta il vaccino, chi straparla di ‘dittatura sanitaria’ e fa insensati richiami alle leggi razziste è un atto dovuto – continua Segre -. È un tale tempo di ignoranza, di violenza, neanche più repressa, che è diventato maturo per queste distorsioni. È una scuola che è stata recepita in cui i bulli sono i più forti”.

Quanto alle piazze no vax, la senatrice a vita auspica si tratti solo di un fenomeno minoritario. “Voglio in ogni caso sperare che quei manifestanti rappresentino una minoranza. Perché come si fa a non vaccinarsi con una malattia terribile come questa che ha ucciso senza distinzioni?”. A chi non fa parte di quel mondo no vax convinto, ma continua ad avere timore del vaccino, Segre ricorda che “la paura si supera”.

 

Redazione