Politica
Quanto mi costa? Più trasparenza responsabilità e uno sguardo più lungo nelle decisioni pubbliche
Giovedì come segretario di Forza Italia Giovani Lombardia annuncerò che saremo la prima organizzazione giovanile di partito a sostenere ufficialmente “Quanto mi costa?”, la proposta promossa da Carlo Cottarelli insieme alla Fondazione Luigi Einaudi. È una scelta di cui siamo orgogliosi, perché crediamo che proprio una comunità politica giovanile debba avere il coraggio di chiedere più trasparenza, più responsabilità e uno sguardo più lungo nelle decisioni pubbliche. Non lo facciamo per aderire a una battaglia contro la politica. Al contrario, vogliamo contribuire a renderla più autorevole. Chi si candida a governare deve poter presentare idee ambiziose e riconoscibili, ma dovrebbe anche spiegare quanto costano, dove troverà le risorse e quali conseguenze produrranno nel tempo.
Oggi i partiti depositano i propri programmi elettorali senza essere obbligati a quantificare il costo delle misure e a indicarne le coperture. Il disegno di legge S.550 intende colmare questa lacuna. Per ogni proposta che comporti maggiori spese o minori entrate, le forze politiche dovrebbero presentare una stima dell’impatto sui conti pubblici e spiegare come intendono finanziarla. Se le coperture non fossero sufficienti, dovrebbero dichiarare con chiarezza la parte finanziata ricorrendo al deficit. L’Ufficio parlamentare di bilancio avrebbe poi il compito di valutare l’attendibilità delle stime e rendere pubblica la propria analisi prima delle elezioni. Non potrebbe censurare un programma né decidere quali proposte siano politicamente giuste.
Essere la prima giovanile a sostenere questa iniziativa è un’assunzione di responsabilità. Ci auguriamo che altre organizzazioni giovanili, di maggioranza e di opposizione, facciano la stessa scelta. Io e i ragazzi saremo a disposizione di Cottarelli per volantinare e far conoscere la proposta. Per Forza Italia, responsabilità dei conti pubblici, tutela del risparmio e rispetto dei contribuenti appartengono a una cultura autenticamente liberale. Essere coerenti con questi principi significa accettare che anche le nostre proposte siano quantificate, verificate e confrontate. Giovedì saremo i primi, ma speriamo di non rimanere gli unici. Perché il futuro riguarda soprattutto noi giovani e non possiamo più accettare che venga promesso senza spiegare come costruirlo.
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