“Il Papa è uno solo“. A ribadirlo è stato Joseph Ratzinger, Papa emerito e predecessore dell’attuale pontefice argentino Jorge Mario Bergoglio, a poco più di otto anni dalla rinuncia al Soglio di Pietro, avvenuta l’11 febbraio 2013.

Il Papa emerito, 93 anni, parla a tutto campo in un colloquio col Corriere della Sera, commentando anche la decisione di ‘dimettersi’, che ha dato il là a teorie del complotto e a ripercussioni forti con una spaccatura nella Chiesa tra l’alla più conservatrice, rappresentata dallo stesso Ratzinger, e quella più ‘riformatrice’ di Papa Francesco. “È stata una decisione difficile – commenta pensando a quel giorno -. Ma l’ho presa in piena coscienza, e credo di avere fatto bene. Alcuni miei amici un po’ ‘fanatici’ sono ancora arrabbiati, non hanno voluto accettare la mia scelta. Penso alle teorie cospirative che l’hanno seguita: chi ha detto che è stato per colpa dello scandalo di Vatileaks, chi di un complotto della lobby gay, chi del caso del teologo conservatore lefebvriano Richard Williamson. Non vogliono credere a una scelta compiuta consapevolmente. Ma la mia coscienza è a posto“.

E a proposito del suo successore, Ratzinger ha commentato il prossimo viaggio di Francesco in Iraq, dal 5 all’8 marzo: “Credo che sia un viaggio molto importante. Purtroppo cade in un momento molto difficile che lo rende anche un viaggio pericoloso: per ragioni di sicurezza e per il Covid. E poi c’è la situazione irachena instabile. Accompagnerò Francesco con la mia preghiera”.

Non sono mancati quindi passaggi ‘politici’, sia sulle vicende italiane che internazionali. Parlando del nuovo presidente del Consiglio Mario Draghi, il Papa emerito lo definisce “un uomo molto stimato anche in Germania, speriamo che riesca a risolvere la crisi”. Ratzinger accenna anche a Sergio Mattarella, sebbene ammetta di conoscere il capo dello Stato meno del predecessore, Giorgio Napolitano. “Come sta?”, si informa l’ex pontefice tedesco.

Parole invece molto più caute sul nuovo corso americano inaugurato dalla presidenza di Joe Biden, che aspira ovviamente a cancellare gli anni di Donald Trump. Sull’esponente Democratico infatti Ratzinger è molto cauto: “È vero, è cattolico e osservante. E personalmente è contro l’aborto. Ma come presidente, tende a presentarsi in continuità con la linea del Partito democratico…”. Quindi il passaggio su una battaglia della Chiesa più conservatrice: “Sulla politica gender non abbiamo ancora capito bene quale sia la sua posizione”, andando così a dare voce alla maggioranza dell’episcopato americano che non guarda con favore alle politiche dei Democratici, considerati troppo “liberal” sui temi cari alla Chiesa.